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    01 Gennaio 2008 | in categoria/e agenda

    Cosa unisce l'apertura di una Coop nel 2008 a un naufragio del 1887?

    Ripercorrere la storia delle città ci aiuta a comprendere quello che accade oggi
    Cosa unisce l'apertura di una Coop nel 2008 a un naufragio del 1887?

    Ogni evento è collegato a un altro, tanto più nel caso della storia di una città. Le idee scorrono, anche le case, le fabbriche spariscono. Restano però le idee: “Le opinioni non i fatti muovono gli uomini”, scriveva Epitteto. Sono molte le opinioni sul presente di Sestri Levante. Cerchiamo di trovare i fili del passato, e collegarli al momento attuale. C’è un filo comune tra un recchese scampato a un naufragio nel 1887 all’apertura della nuova Coop di Sestri Levante. La storia ci offre interessanti e sorprendenti chiavi di lettura. Fatto sta che Sestri Levante, città dalle "due facce", ora diventa "città dalle tre facce". O meglio, secondo gli avversari di questo esito, diventa "Coop city". In effetti l'impatto visivo delle aree industriali ora destinate a seconde case è scioccante.
    Secondo i favorevoli si tratta di una soluzione che migliorerà il traffico, che offrirà un parco urbano e spazi sportivi, oltre a un grande supermercato nuovo. Secondo i contrari gli spazi sportivi si riducono alle contestate piscine comunali (l'appalto vinto da una società di Lucca è stato passato dal Tar di Genova, e le ridotte misure della piscina coperta -25 metri- creano diffidenza sulla qualità dell'acqua), mentre la Coop sembra avere un ruolo dominante nella città. Le contestazioni maggiori riguardano però la scelta di destinare a lotti di seconde case le aree ex industriali. Si tratta di 700 nuovi appartamenti in una città di 18.000 abitanti in calo demografico, il che -con le altre case in costruzione in altre zone della città- significa una nuova abitazione ogni 10 famiglie di due persone. Un caso più unico che raro di "Turbo-edilizia", se si pensa che il mercato immobiliare locale è completamente fermo. A parte le inevitabili polemiche, vale forse il caso di ripercorrere la storia recente della città e delle sue aree industriali, tra cui particolare rilievo assume la vita di un capitano d'industria locale, Lorenzo Gardella, nato vicino a Recco da una famiglia di armatori, che scampò nel 1887 al naufragio del proprio veliero nel Pacifico meridionale.
    Traumatizzato dalla vicenda, preferì dedicarsi all'industria e nel 1892 rilevò miniere e impianti della Elettro-Metallurgica di Bargonasco, costituendo al suo posto la Società Ligure Ramifera. Grazie a un impianto idroelettrico
    vendeva energia ai comuni di Casarza Ligure e Sestri Levante, nonché alle aziende installate a Riva Trigoso. Queste zone furono così tra le prime del Levante a disporre di illuminazione pubblica. Lo stesso Gardella convinse
    Erasmo Piaggio a installare un Cantiere Navale a Riva Trigoso (nel 1900).
    Nel 1905 Gardella e alcuni soci fondarono a Sestri Levante la Fabbrica Nazionale Tubi, poi diventata FIT. La Società Ramifera e Gardella sifecero promotori della necessità di ampliare il porto, visto l'aumento considerevole del traffico commerciale.Dal porto sarebbero infatti transitati i minerali estratti, il combustibile per le attività industriali della zona, nonché il cotone importato dall'America che veniva utilizzato dal cotonificio di Lavagna nel quale lavoravano settecento persone (1908), i fosfati e le piriti per lo stabilimento chimico di Casarza, l'acciaio per il Cantiere navale e per la Tubifera, il legname e l'ardesia. Il nuovo porto non venne realizzato, non a causa dell'opposizione interna al consiglio comunale, ma a causa del suicidio del Gardella, travolto dal ribasso del prezzo del rame, dalla bassa produttività delle miniere locali, nonché da una errata speculazione tentata in una miniera spagnola. La Fabbrica Tubi venne liquidata, ma rinacque nel 1911 con una nuova ragione sociale.
    Le iniziative di Gardella furono probabilmente causa di una piccola emigrazione verso Sestri, compiuta da operai qualificati, in grado di istruire le nuove maestranze locali, formate da contadini e pescatori. Gli immigrati provenivano dalla vicina Toscana, da Genova e Savona, dove le industrie erano già attive da tempo. Probabilmente erano politicizzati, forse appartenenti a gruppi di anarco-sindacalisti. Comunque sia, nella zona si creò una solida tradizione di politica anarchicheggiante, particolarmente evidente nel periodo della resistenza, durante il quale la brigata Coduri costituì un gruppo di fuoco spesso in disaccordo con la dirigenza partigiana. Questi fatti storici hanno creato il substrato sociale di oggi e, senza alcuna polemica, ci sembra interessante oltre che importante, ripercorrerli per conoscere e comprendere meglio la città, con tutti i suoi avvenimenti. Che ci piacciano o no.
    Paolo Della Sala


     


    I commenti dei lettori
    anonimo:

    Molto interessante. Sono di Sestri e non sapevo nulla di tutto ciò.
    Andrea


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