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    08 Settembre 2011 | in categoria/e attualita

    Enrico Eraldo Bisso: La stagione del colore e della materia. 17-25 settembre,Recco sala Polivalente Orari: 10.30-12.30 14.00-17.30 ingresso libero

    Enrico Eraldo Bisso: La stagione del colore e della materia. 17-25 settembre,Recco sala Polivalente Orari: 10.30-12.30 14.00-17.30 ingresso libero

    Che il pittore Bisso sia poliedrico e sperimentatore per chi lo conosce non può stupire, come non sorprende la sua creatività e l’amore per l’arte ed il bello; ma non può non meravigliare la sua innovazione riconducibile a questa nuova stagione artistica, che già dall’ultima mostra collettiva tenutasi a Recco nella primavera di quest’anno, ha trovato ampi consensi suscitando particolare interesse. Teso verso la continua ricerca, usa tutto per creare: legno, pietra, terra, vegetali, stracci, plastiche, scarti industriali, cose vissute e piene di impronte diventano racconti di vita su superfici animate, manipolate ed istoriate. Non si accontenta di rielaborare ciò che già esiste, ma rinnova lo stato originario degli oggetti, che raccontano così nuove ed interminabili storie.
    Nelle sue costruzioni pittoscultoree elaborate psichicamente dall’artista, degli esili ramoscelli applicati alla tela diventano imponenti tronchi atti a raffigurare una superba e consistente nevicata, e la neve stessa ottiene la sua sofficità mediante il sapiente uso di finissime sabbie che raggiungono egregiamente il risultato al quale il pittore ha teso. Quindi, è quanto mai evidente, come un elemento naturale si fonda armoniosamente con un altro, e la rappresentazione, più che mai verista, assuma una valenza ottico - figurativa di estrema peculiarità. L’aderenza alla realtà, per il pittore, non comporta unicamente la rivoluzione dei soggetti, ma la coscienza d’una diversa significazione del linguaggio – colore - materia - luce - come luogo di riconoscimento delle valenze psicologiche, sensoriali, insomma conoscitive, del reale. Ecco come un vecchio grembiule blu diventa, con inusitata inventiva, il supporto pittorico per la raffigurazione di un fondale marino, e per la rappresentazione del movimento vengono a sussidio dell’artista foglie ora d’oro, ora d’argento, o ancora di bronzo, spruzzi di colore il tutto amalgamato ora con sapienti dosaggi, ora con arditi passaggi tonali. La bella rappresentazione della spiaggia di Cavi trova i suoi presupposti nell’uso di vecchie tele per costituire la materia “vera” degli ombrelloni e delle sedie a sdraio, mentre l’attigua staccionata non poteva essere che riprodotta mediante esili listelli di legno.
    Il vero, la materia, le forme prendono possesso della mente del pittore che con sapienza e garbo vengono calibrate nell’impianto descrittivo del quadro raggiungendo un valore plastico tridimensionale. In questa particolare fase artistica Bisso rifugge in generale i mezzi espressivi tradizionali. Come abbiano detto privilegia l’impiego, di materiali “non artistici”, “poveri” appunto, sia naturali e organici sia industriali, assunti nella loro espressività primaria e immediatezza sensoriale, in stretto rapporto con l’ambiente e con l’azione dell’artista.  Non si può tuttavia affermare che quella di Bisso sia arte povera tout court o perlomeno non quella intesa dal suo primo e principale teorico, Germano Celant, per il quale quest’arte consisteva essenzialmente “nel ridurre ai minimi termini, nell’impoverire i segni, per ridurli ai loro archetipi”.  Si può però affermare che nelle combustioni e fusioni del polistirolo, della plastica, del piombo, nell’uso del sacco di juta, Bisso sia stato influenzato da Alberto Burri (1915-1995), nelle colature del colore è innegabile l’occhieggiamento a Paul Jackson Pollock (1912- 1956) o ancora nelle sabbie cangianti a Giulio Turcato (1912-1995.)
    Ma è altrettanto giusto affermare che Bisso mutua questi insegnamenti facendoli propri, e proponendo un “nuovo stile” nel quale la pietra vera di Promontorio ricopre la casa dei nonni, o vecchi listelli di legno diventano un tavolaccio della vecchia osteria. Scopo dell’artista è quello di ricercare un rapporto nuovo con la realtà che lo circonda, proporre un’arte elementare e ricca di energia, dove il colore è ridotto alle sue forme più semplici ed immediate, e forte è l’uso del colore assieme a frammenti di tessuto, vecchia tele, legno, gesso, plastica combusta. Nelle colature e gocciolature di colore, spesso cangianti secondo l’intensità e l’angolazione della luce, scaturisce un emblematico rapporto con la cosiddetta action painting. Con personale approccio informale l’artista tratta la tela con ampi e violenti movimenti del pennello, attraverso “azioni” appunto di forte dinamismo.
    I quadri di questa nuova stagione pittorica di Bisso emanano un’energia positiva che non può lasciare indifferente l’osservatore acuto e sensibile, poiché l’artista ha ormai raggiunta una dimensione unica e sinceramente originale.

    Enrico Eraldo BIsso: nato a Chiavari il 16 Settembre 1956, dal 2008 vive e risiede a Megli-Recco, con studio a Gattorna. Appassionato e fine collezionista di dipinti antichi e dell'800 e '900 ligure. Si specializza nell'arte dell'ebanisteria e restauro di dipinti antichi. Tiene mostre personali con successo di critica e di pubblico.


    di Franco Dioli



    Tratto da CORFOLE! del 9/2011, con 25.000 copie gratuite: la testata più diffusa del Levante © Riproduzione vietata


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