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    09 Marzo 2024 | in categoria/e attualita tempo libero

    Cecilia e Laura: anche due levantine al Festival di Sanremo, ecco cosa hanno visto e sentito

    Cecilia e Laura: anche due levantine al Festival di Sanremo, ecco cosa hanno visto e sentito

    La recchellina Cecilia Oneto confermata primo flauto dell’orchestra mentre la sestrese Laura Bianchi ha debuttato tra i fotografi ufficiali: abbiamo voluto scoprire il Festival attraverso i loro occhi e... orecchie

    CECILIA ONETO

    Anche quest’anno al Festival di Sanremo c’era la giovane musicista di Recco Cecilia Oneto, 24 anni e primo flauto dell’orchestra. Il papà è Carlo, cornista professionista e preside, la mamma è Sandra Terrile, cantante lirica amatoriale, Cecilia è quindi cresciuta in una famiglia di musicisti che l’ha indirizzata fin dall’età di 6 anni allo studio del flauto e incoraggiata a entrare nell’organico della Filarmonica Gioacchino Rossini di Recco. In seguito è stata selezionata nel coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice, all’età di 14 anni si è iscritta al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, dove ha proseguito il percorso di studi fino alla laurea triennale in flauto traverso e ora sta conseguendo la laurea magistrale.

    - Secondo Festival, come lo hai vissuto?
    Dal punto di vista organizzativo è stato praticamente identico all'anno scorso. Io invece l'ho vissuto molto diversamente: sapendo già come funzionava me lo sono goduto di più, mi sono divertita ed emozionata tanto.

    - Una domanda un po’ bizzarra, ma guardandovi suonare un brano dietro l’altro per ore e ore, mi sono chiesta come fate voi dell’orchestra ad andare in bagno?
    In effetti non è semplice! Durante le pubblicità ci veniva comunicata la durata, quindi chi aveva bisogno, correva verso i bagni (gli stessi usati dal pubblico) e supplicava chi era in fila di darci la precedenza. Il mio record è stato riuscire ad andare in bagno nella pubblicità da 2 minuti e mezzo.

    - Chi è stato il più disponibile verso di voi?
    Dargen, Alfa, Ghali e il Volo sono stati i più disponibili a ridere e scherzare con noi e il coro durante le prove.

    - C’è un brano in cui ti abbiamo sentita più degli altri? E qual è la migliore dal punto di vista musicale?
    Avevo un piccolo solettino insieme all'oboe nella canzone di Dargen D'Amico che per me era anche la migliore dal punto di vista dell'orchestrazione.

    - Ora lo possiamo dire, qual era la tua canzona preferita e perché?
    Mi è piaciuta da subito la canzone di Angelina e sono rimasta tanto affascinata da come si muoveva e da come la cantava: bravissima!

    - Alle prove, dietro le quinte ma anche fuori dall’Ariston avrai assistito alle situazioni più disparate: quali ti hanno colpito?
    Mi ha colpito la quantità di gente sempre accalcata fuori dall’Ariston a qualunque ora e con qualunque situazione meteorologica!

    - E tu a chi hai chiesto l’autografo?
    Non ho particolari idoli nella musica pop e non ho chiesto nessun autografo.

    - A questo punto la domanda sorge spontanea: a chi lo chiederesti?
    Se devo scegliere un cantante Fabrizio De Andrè, ma se potessi lo chiederei volentieri a Bach, Mozart, Beethoven, Brahms e altri grandi musicisti.

    LAURA BIANCHI

    Laura Bianchi, 27 anni, vive a Sestri Levante e ha uno studio fotografico a Riva Trigoso. Dopo la laurea in progettazione artista per l’impresa all’Accademia di belle arti di Genova ha capito che la sua strada è la fotografia. Proprio mentre la intervistiamo, sta per partire per la Milano fashion week dove sarà fotografa all’evento di una designer.

    - Prima volta al Festival, come sei entrata tra i fotografi ufficiali e come lo hai vissuto?
    In un modo bizzarro. Ho fatto richiesta per accedere al green carpet e ho avuto una risposta negativa. Poi una fotografa ha disdetto, quindi hanno visionato alcuni portfoli, tra cui il mio. Dopo qualche giorno mi hanno scritto “Sei nel nostro team!”. Inutile dirti il sorriso incredulo che ho avuto stampato in faccia per i giorni successivi. Mi hanno inserita subito nel team come se ne facessi parte da sempre. Non credevo di trovare un clima tanto accogliente. Vivere il Festival a Sanremo è davvero emozionante.

    - Quali sono stati i “vip” più disponibili?
    Emma Marrone: è scesa dal van salutando tutta la nostra troupe, ringraziando per quello che facciamo ed è venuta incontro a noi per fare le foto con tanti sorrisi veri e con tanta gioia. Mr Rain: ha abbracciato tutti i bambini fra la folla, ha fatto le foto con tutti senza mai perdere il sorriso. The Kolors: una ventata d’allegria. Si sono lanciati sui fan tra foto, abbracci e sorrisi veri. I Ricchi e Poveri: sono scesi dal van ballando, salutando tutti e mandando baci “volanti”. Un’energia pazzesca! Annalisa: un po’ timida ma molto educata e rispettosa nei confronti del nostro lavoro. Nonostante un manager un po’ troppo protettivo ha fatto foto con alcuni fan, ma solo in pochissimi sono riusciti. Rose Villain: gentilissima, ha un sorriso meraviglioso e la sua dolcezza mi ha lasciata senza parole. Alessandro Borghese: simpaticissimo, se ne è uscito con “alla finale vediamo un po’ se CONFERMARE O RIBALTARE IL RISULTATO” con tutta la folla che all’unisono urlava la sua frase iconica.

    - Qual era la tua canzone preferita?
    Assolutamente quella dei Ricchi e Poveri! Il tempo sembra visto come un nemico, ma alla fine è un invito a godersi la vita. Poi il ritornello ti rimane in testa!

    - E i più fotogenici?
    Renga e Nek (invecchiano bene!), Rose Villain, Angelina Mango, Santi francesi e Irama.

    - Avrai assistito alle situazioni più disparate...
    Ci sono stati diversi momenti divertenti, quello memorabile è stato quando Mahmood e La Sad sono arrivati uno dopo l’altro correndo verso le interviste con tutta una folla che li inseguiva. Poco dopo li rivediamo passare e correre verso il bagno per fare la pipì: alcui fotografi li hanno inseguiti per strappare qualche scatto. Io onestamente ho voluto lasciarli in pace, deve essere molto stressante avere tutta questa folla addosso ogni giorno. Però faceva ridere la situazione. Un altro fatto che mi ha colpito è stato il continuo rimandare l’appuntamento da noi di San Giovanni. Non si presentava mai. Poi abbiamo scoperto che sta passando un periodo di depressione. Mi è dispiaciuto molto sapere questa notizia.

    - A chi hai chiesto l'autografo?
    Non avevo tempo. Portarmi a casa le mie foto con i loro ritratti credo sia il più bel ricordo di sempre.




     


     


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