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    attualita, lettere

    01 Ottobre 2010 | in categoria/e attualita lettere

    Il 'belin', la galleria, il limite, l'Entella, la bellezza di Camogli e.. l'olio di Rapallo

    Il 'belin', la galleria, il limite, l'Entella, la bellezza di Camogli e.. l'olio di Rapallo

    DOPO LA BRIOCHE ‘BELINO’ ECCO LE PATATINE... ‘BELIN’!
    Buongiorno, leggo spesso il vostro giornale e qualche giorno fa ho letto il divertente articolo di Giansandro Rosasco in prima pagina. Essendo stata in vacanza lo scorso mese non avevo letto l’articolo di Beatrice D’Oria al quale fa riferimento, ma volevo dire al signor Rosasco che la giornalista del Secolo avrà pure scoperto il belino in Germania…ma non sapeva che anche molto più vicino, in Costa Azzurra, avrebbe potuto trovare il belin…o meglio, i belin! In Francia infatti c’è una marca abbastanza famosa di snack che si chiama proprio così, e i francesi usano quella parola per indicare i cracker, le patatine e gli altri prodotti di questa marca. Ho fatto questa scoperta un paio di anni fa quando sono andata in vacanza a Cannes con delle mie amiche…potete immaginare la nostra faccia quando la commessa di un bar, prima di prepararci un panino, ci ha chiesto: “Est-ce que vous voulez un peu de belin?”. Ci abbiamo messo un po’ a capire che ci stava chiedendo se volevamo della patatine da mangiare insieme al panino! Vi mando in allegato una foto delle “chipster” di quella marca… Spero di avervi fatto sorridere, come l’articolo ha fatto sorridere me, e colgo l’occasione per farvi i complimenti per il vostro giornale!
    Cari saluti, Valentina

    GALLERIA FERRIERE: HA SENSO IL DIVIETO AI MOTORINI 50?
    In primis complimenti per il corriere, che mensilmente “rubo” e divoro, informandomi su tutto quello che succede. Adesso vi porgo una domanda stupida: ha ancora senso vietare il transito ai motorini 50 cc nella galleria delle Ferriere, mentre sono percorribili quelle che portano a Torriglia? Augurandovi buon lavoro, vi ringrazio di vero cuore per tutto quello che fate per la valle e per la Liguria.
    P.S ‘Il fontanino’ di Rosasco, mette in bell ‘evidenza il carattere dei liguri,coniugando intelligenza e sarcasmo, senza mai cadere nella volgarità solo fine a se stessa.
    Cari saluti, Raimondo Presti

    RAPALLO: A PASSO DI LUMACA
    Vorrei segnalare un’assurdità segnaletica che si trova nella frazione di San Michele di Pagana nel comune di Rapallo. Per chi proviene da Santa Margherita, appena usciti dalla frazione e in un punto in leggera salita ma rettilineo, si trova un limite di velocità di 30 Km/ora che è, di fatto, impossibile da rispettare ed in sovrappiù anche un bel display luminoso che avvisa a chi viaggia a 35 km/ora di rallentare e a chi va a 40 km i 5 punti in meno sulla patente. Per ora dicono che sono avvisi ma poi... I casi sono tre: o il comune vuole fare cassa o si vuole agevolare i VIP che abitando nelle ville fronte mare hanno difficoltà a entrare o uscire con i loro macchinoni oppure si vuole fare l’ennesimo dispetto a chi va e viene da Santa Margherita (residenti e turisti), forse perchè non vogliamo il tunnel.
    Lettera firmata, Santa Margherita Ligure

    IL TAPPIRO... INDIGESTO
    Premetto sono della Val Fontanabuona e ristoratore all´estero da una vita. La Riviera è stata annientata, turisticamente, dai soliti furbetti disonesti! Ristoratori appassionati solo del mucchio (di palanche). Avidi e stupidi. Tutto ciò premesso passo alle mie verità che non sono assolutamente lontane dalla realtà. Ci sono state generazioni di baristi che hanno servito il cappuccio (brodo) ai turisti stranieri. (intanto nun capiscian ninte) Spiego: dopo aver fatto il caffe agli Italiani, con il fondo rimanente hanno riempito bottigliette di Coca Cola. Brodaglia che serviva a fare il cappuccio su menzionato. O il prezzo truccato, sempre per i malcapitati foresti. Non parliamo di Sciacchetrà delle 5 terre propinato per a ssolutamente ORIGINALE! Devono solo dirmi dove si trovano le cantine che lo producono. Non esistono neanche più le vigne. O pesce congelato venduto per fresco! Qui sono tornato agli anni 60 in poi. Non gridate allo scandalo sono in grado di fornire prove con nomi e luoghi, in ogni momento pubblicamente e con tanto di firma. Tenete presente che l´agonia turistica della liguria è sotto gli occhi di tutti. Spero che non ci siano persone che osino affermare che tutto va a gonfie vele. Strutture alberghiere fatiscienti (attrezzate pietosamente) o alberghi di prim´ordine che sopravvivono con convegni. Turisti, 2 anime perse nei fine settimana fanno il mordi e fuggi. Nelle passeggiate i vecchietti (gente piu che perbene) Milanesi, Torinesi, Cremonini, Modenesi, etc. che hanno l´appartamento comperato o in affitto. Gli unici ad andare a gonfie vele i farmacisti! Discoteche luoghi di ritrovo per giovani praticamente 0,000001. Guai disturbare chi paga l´affitto, ai pochi proprietari in loco. A Portofino viene praticato il sovrapprezzo esorbitante, tanto nu i venian ciu. Frequentavo il borgo quando la banda di Guenther Sachs etc. era fissa nel paese. Oggi i nostri cugini a Saint Tropez li hanno tutti. Noi i gran furbi guardiamo.
    Lino Gattorna

    ENTELLA: IL TRUCCO DELLA MESSA IN SICUREZZA
    Ricordo l’esondazione dell’Entella nel 80. Ci fu qualche cantina e qualche portone allagato ma niente di così grave da giustificare gli 8 milioni di euro pubblici stanziati per lo stravolgimento con tanto di muraglione (contestato) alla foce del fiume. Oltre alla spesa, al danno visivo, al rumore e al traffico durante i lavori nella zona più bella e tranquilla della costa, l’aspetto più spiacevole è che dopo essere stata messa in sicuerzza verrà ulteriormente cementificata. Faccio notare che nel frattempo i nuovi argini hanno aumentato la velocità dell’acqua durante i momenti di piena. Purtroppo Regione e Provincia non riescono a reperire i fondi, ad esempio, per diminuire i tempi d’attesa al Pronto Soccorso o per fornire servizi adeguati ai bambini handicappati (lavoro nel campo ne so qualcosa) mentre quando si tratta di asfalto e cemento i soldi, tanti, ci sono sempre.
    Roberto Simoncini.
    CAMOGLI - la bellezza non basta 1 bis
    Gentile Redazione, leggo con interesse il pezzo sulla bellezza di Camogli scritto dal signore (o signora ) che ha nome “Lettera” e Cognome “Firmata”, nell’ultima vostra Edizione. E concordo con quasi tutto quello che egli o ella scrive. Aggiungo la mia opinione. Le strade che attraversano Camogli sono tre , Via Garibaldi,pedonale 24 ore su 24,Via della Repubblica (che Lettera Firmata denomina “il salotto”) pedonale dalle 13,00 alle 05,00 del giorno seguente, e via Bettolo - Corso Mazzini,ove si concentrano traffico,rumore e... gas ventiquattr’ore su ventiquattro. Che facciamo ? Pedonalizziamo anche queste due ultime vie,dichiarando che la “circonvallazione “ di Camogli è stabilita essere la Via Aurelia? Dato che è soltanto una pia illusione che basti vietare il traffico automobilistico per creare un “salotto” , non sarebbe meglio lasciare libera circolazione 24ore su 24 a questi mezzi nella via centrale,Via della Repubblica,appunto,magari istituendo il senso unico a scendere Levante-Ponente (in discesa le auto emettono minor rumore e soprattutto minor quantità di gas di scarico...) come fu per un certo periodo,decenni fa ? I Camoglini ,ma soprattutto i foresti,invece di andare ad “accattare” a Recco o a Rapallo,andrebbero più volentieri in Via della Repubblica...
    Cordialmente, Luigi Fassone,Camogli
    CAMOGLI - la bellezza non basta 2 bis
    Egr. Sig. ‘Lettera firmata’, rispetto il suo desiderio di anonimato, anche se sarei molto curiosa di sapere chi è. Ho letto molto attentamente la sua lunga lettera e mi sono resa conto che diciamo praticamente le stesse cose per quanto riguarda la nostra amata e bellissima Camogli, solo che per lei la situazione ve bene così com’è e per me no, se questo vuole dire toppare. Ognuno di noi due ha espresso la sua personale opinione, il suo punto di vista, in merito all’argomento e questo è giusto e per fortuna si può ancora fare. Detto questo, cordiali saluti e amici come prima.
    Anna Maria ‘Lilla’ Mariotti
    RECCO: COERENZA DA RICOVERO
    Credo che viviamo in un mondo dove la parola COERENZA sia passata alla storia ed un esempio è quello a Recco quando solo poco tempo fa abbiamo visto manifesti, chiusura di negozi in un mattino d’estate, raccolta firme nei bar in difesa dell’Ospedale minacciato da un ridimensionamento e trasformazione secondo quanto previsto dal piano sanitario della Regione Liguria e che,sembra,ormai deciso e non modificabile nella sostanza anche se mai dire mai... Ora anziché fare tanti comitati e ‘pulcinellate’ varie se veramente i cittadini di Recco e del Golfo Paradiso interessati al mantenimento della struttura ospedaliera fossero stati intenzionati a dare un “segnale forte” alle autorità regionali coivolte per il piano sanitario, avrebbero dovuto organizzare una protesta vera e festeggiare l’8 settembre senza lo spettacolo pirotecnico; la cosa non era possibile perché i contratti con le aziende del settore pirotecnico erano stati firmati e quindi si doveva andare avanti comunque come ad esempio a Misano Adriatico non si è fermata la competizione motociclistica pur di fronte ad un grave lutto. Il business non guarda più in faccia nessuno.purtroppo! Conclusioni. E’ inutile protestare contro la Regione per l’Ospedale in luglio-agosto e poi presentare sempre alla Regione i festeggiamenti, invitare gli Assessori alla festa religiosa e civile e magari chiedendo un contributo per l’edizione 2011! Nella vita ci vuole coerenza da parte delle amministrazioni locali che non possono pensare che il popolo non veda certi comportamenti alla “panem et circenses” sia con i fuochi d’artificio sia con la pallanuoto! Se la decisione di chiudere l’Ospedale è stata presa e non ci sono margini di trattativa...gli amministratori locali lo spieghino in modo chiaro alla popolazione senza manifesti dai titoli di tragedia prossima ventura e raccolta di firme che valgono quel che valgono...
    Saluti, Mario Lauro
    COGORNO: la strada per il voto è... DISSESTATA
    Mi rivolgo al Sindaco e al consigliere regionale del Comune di Cogorno: è ormai passato un anno dalle amministrative e durante la riunione fatta a Cogorno Alto prima delle elezioni, sono stati toccati dalla popolazione alcuni punti importanti tra cui messa in sicurezza delle strade, taglio dell’erba, marciapiedi da smussare... e la promessa del candidato Sindaco e dei candidati consiglieri è stata quella di organizzare un’altra riunione a sei mesi dalle elezioni, in caso di vittoria, in modo da verificare quanto è stato fatto e quanto ancora c’è da fare. Questa riunione non è mai stata fatta. Le strade di Cogorno Alto presentano tratti pericolosi, in quanto mancano di protezione laterale, in alcuni punti, addirittura, la strada è franata ed è rimasta così per mesi. Il taglio dell’erba non è stato eseguito in maniera uniforme, alcune strade, come ad esempio la comunale di via Benedetto Chiappe, presenta spine ed erba alta. Non penso sia corretto lasciare i lavori a metà aspettando magari che siano gli abitanti a provvedere da sé. I problemi della collina sono sempre gli ultimi ad essere risolti...se mai vengono risolti. Ma siamo noi i primi ad essere chiamati quando c’è da appoggiare il comune e cercare voti.
    Emanuela Senno
    RAPALLO: CHE SPRECO LE OLIVE NEL PARCO. FACCIAMONE OLIO!
    Lettera aperta Sindaco. Con la presente ci permettiamo di segnalare un problema che, pur apparendo a molti irrilevante, a nostro avviso, necessiterebbe di essere affrontato con una certa tempestività. Nei giardini di Rapallo vi sono diverse piante di ulivo, messe a dimora tra gli anni ‘70 e ‘80 e sviluppatesi rigogliosamente, specie quelle nelle aiole della passeggiata a mare. Queste ultime, in particolare, sono talmente cariche di olive, completamente sane, da far meraviglia a tutti quanti frequentano questo nostro “salotto buono”. Allo stesso tempo, in molti si domandano perché non vengano adottati dei particolari accorgimenti onde evitare che il frutto cada per terra, causando degli inconvenienti come l’affollamento continuo di stormi di piccioni, lo schiacciamento dei frutti da parte dei passanti, con conseguente sporcizia della pavimentazione che può diventare pure sdrucciolevole e pericolosa. Altro motivo per cui ci permettiamo di segnalare il problema è poi quello di tipo morale, al ricordo di ciò che ha rappresentato, sino almeno agli anni ‘50, per il sostentamento di tanti rapallini e rapallesi, il prodotto degli uliveti, e di provare un senso di colpa nel continuare a vederlo ora completamente sciupato. Pertanto, Ill.mo Signor Sindaco, oseremmo suggerire che si potrebbe, con una minima spesa per l’acquisto di apposite reti, in vendita anche a Rapallo, salvaguardare il prodotto contenendolo con le reti medesime. Nell’eventuale impossibilità di procedere alla raccolta diretta delle olive dalle reti e alla relativa molitura, il Comune potrebbe affidare tale incombenza a qualche associazione di volontariato o gruppo di cittadini (anche pensionati) lasciando a loro l’olio ricavato. Fiduciosi in una Sua cortese attenzione. Con i più sentiti ringraziamenti.
    Angelo Canessa,
    p. Rapallo della Gente Comune


     

    Tags: lettere 


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