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    edizione cartacea, tempo libero, travel, uscire

    di Michela De Rosa | 08 Giugno 2018 | in categoria/e edizione cartacea tempo libero travel uscire

    #CORFOLETRAVEL - Napoli in 3 giorni e 10 (insolite) mosse

    #CORFOLETRAVEL - Napoli in 3 giorni e 10 (insolite) mosse

    di Michela De Rosa
    Una città ricca di storia, di arte e di fascino, con centinaia di attrazioni per ogni gusto. Ma Napoli non è (solo) nelle sue chiese, nei suoi palazzi e monumenti...Napoli è... Napul'è. Così abbiamo scelto di raccontarvi “l’essenza” di quello che è anche un modo di vivere e di essere che va compreso per godere appieno di quello che è un viaggio non in una città ma in un mondo a sé. Colorato, creativo, goloso, festoso, generoso e unico. E che sì, vi rimarrà nel cuore. Quindi partite con noi in questo reportage in perfetto stile Corfole!


    1) Non andate se siete a dieta
    Davvero, non fatelo. Rimandate. Perché qui la cucina è sovrana, abbondante, vi accoglie e vi tenta ad ogni angolo e ad ogni ora con pizze meravigliose (che ve lo dico a fà!), fritti, frittatine e crocché, mozzarelle da passeggio, pastiera e sfogliatelle da urlo,  stuzzichini di ogni tipo purtroppo uno più buono dell’altro e ancora a prezzi umani. Quindi dimenticate la bilancia e godetevela!
     
    Sublimi le sfogliatelle della Pasticceria Mignone, da provare anche quelle con crema di limone!

    sfogliatelle da urlo

    Non prdetevi il babà dell'Antica Pasticceria Scaturchio


    Crocchè e frittatine a go-go praticamente ad ogni angolo; così buoni e così economici saranno una tentazione continua!
    Il top quelli di Isabella De Cham Pizza Fritta





    2) Lasciate a casa i pregiudizi
    Ancora molte persone pensano che Napoli sia quella dipinta in film e TG. Non è così! Certo non mancano le criticità, ma molto sta cambiando.Inoltre, essendo una città viva, c’è sempre movimento, negozi e locali aperti. E poi che dire dell'accoglienza partenopea? Vi sentirete subito "di casa". E non è poco... 



    Godetevi quindi la vivacità e l’allegria... ne sarete contagiati.

    3) Meglio senza auto
    Ebbene sì, anche in questo i napoletani esprimono un carattere colorito, con una guida...creativa. Se proprio dovete spostarvi in auto prendetela con filosofia, ma tenete conto che - anche per via di buche e parcheggi quasi tutti a pagamento - si gira molto meglio a piedi e con i mezzi. E poi ci sono alcune stranezze, come questo incrocio a cui ci siamo trovati.. notate niente di strano?

    Comunque, non fatevi impaurire dalla “grande città”: in realtà la zona centrale è lunga circa 3 chilometri. Poi ci sono bus, metro, taxi, ascensori e teleferiche che vi porteranno ovunque. In auto ci mettereste molto più tempo.

    4) Come trovare la Napoli vera
    C'è un solo modo: perdersi. Anche metaforicamente. Non limitatevi a passare da un monumento all’altro: lasciatevi andare all’esplorazione senza meta tra viuzze, cortili, negozietti, angoli nascosti. Diversamente da altre città - ormai senza identità - Napoli è napoletana. Dalle insegne dei negozi ai cestini che ancora vengono calati dalle finestre per metterci la spesa, dalla gente che canta per strada, dai balconi o dentro le case ai cartelli “coloriti” nei negozi. Guardate, osservate e lasciatevi sorprendere.




    5) Come orientarsi
    Napoli è simile a Genova: il mare davanti e le colline dietro vi permetteranno di capire in che direzione state andando; e se non basta a sinistra c’è il Vesuvio. Nella zona pianeggiante trovate le grandi arterie stradali e commerciali come Corso Umberto, la via dello shopping Chiaia e il centro storico; subito la città si inerpica, con strade e “rebighi” anche tortuosi, dove troverete alcuni dei quartieri più eleganti come il Vomero, oltre a Castel Sant’Elmo e la collina di Capodimonte.


    6) La vera guida turistica è "verace"
    La spiegazione dei quadri o dei monumenti la si trova ovunque o basta collegarsi a Internet col telefonino, ma c’è tutto un sottobosco di storie, leggende, usi e costumi della tradizione napoletana che solo chi è cresciuto in quella cultura può spiegarvi e farvi vivere. Prendetela magari per esplorare un quartiere o per capire meglio un’opera misteriosa, come abbiamo fatto noi (Vedi punto 8).


    7) Il Cristo velato
    Un’opera che merita una voce a parte e che vale da sola il viaggio a Napoli. Custodita nella cappella di San Severo, tra i vicoli del centro storico, è una delle opere più affascinanti e misteriose, perché ancora non si spiega come sia stato possibile eseguirla. Cristo è ritratto un attimo prima di spirare e si percepisce questo residuo di vita, con le carni ancora non del tutto abbandonate. Sotto al velo si intravedono le ferite al costato e i fori lasciati nei piedi dai chiodi. Solo che anche il velo è di marmo, e tutta l’opera è stata realizzata da un unico blocco di pietra.

    Come è possibile? Si racconta che il velo fosse di tessuto, trasformato in roccia grazie ad un liquido inventato dal Principe di San Severo, illustre alchimista. Più realisticamente il sorprendente effetto è frutto dell’ineguagliabile talento dello scultore Giuseppe Sanmartino.

    Quando vi sarete riprese dall’estasi guardatevi intorno; la Cappella di San Severo è infatti un luogo ricco di simboli esoterici e religiosi: dalla volta mirabilmente affrescata, al pavimento a labirinto, fino alla tomba (non convenzionale) dello stesso Principe, nonché di altre statue di incredibile fattura.

    Nella Cavea sotterranea si trova invece una sala dedicata agli studi scientifici, dove sono presenti le “Macchine anatomiche”, (H) due corpi sezionati e che rappresentano l’avanguardia medica del ‘700.



    8) Non solo centro
    Noi abbiamo soggiornato in un Airbnb nel Rione Sanità, che ha dato i natali a Totò e che fino a non molto tempo fa tra quelli ritenuti più “difficili”.


    Oggi si vedono i risultati di un circolo virtuoso dovuto anche al turismo che permette a molti privati di avere un entroito affittando stanze e quindi portare gente per le strade, stimolando l’apertura di nuovi locali. Come la pasticceria Poppella, dove è obbligo fare un pellegrinaggio per assaggiare il “Fiocco di neve”, un dolce di pasta brioche molto leggera ripiena di un mix di ricotta di pecora e panna montata.


    (E se chiedete di andare in bagno, vi indicheranno una parete e al vostro disorientamento sorrideranno...
    ma voi che leggete saprete che  è una porta nascosta!)



    Il quartiere offre molte bellezze nascoste e tutte gratuite. Noi abbiamo scelto di capirne di più quindi abbiamo prenotato una “passeggiata guidata” a cura di Insolitaguida (7Euro a testa), associazione creata da un gruppo di ragazze del quartiere. In tre ore, con tanto di tamburello, ci hanno raccontato la vera storia della Porta di San Gennaro...


    compreso il significato dei murales sparsi sulle facciate...


    visto palazzi diventati famosi in film e serie tv...(questo lo riconoscete?)


    ...visitato la Basilica di Santa Maria della Sanità, considerata una delle opere più ardite dell’architetto domenicano Fra Nuvolo, che diede forma a uno dei principali esempi del barocco napoletano. E forse per mantenere fede - è il caso di dirlo - allo stile opulento, perfino la toilette della chiesa è un'opera d'arte! :o Ma la cosa sconvolgente la troverete nel chiostro, attraversato da... un ponte!





    ...ma soprattutto il Cimitero delle Fontanelle: scavato in una cava di tufo vi catapulterà in un mondo di mistero e tradizioni, ma anche di misericordia per le “anime pezzentelle”, quelle per cui nessuno prega e che si potevano “adottare” e a cui chiedere una grazia. Imperdibile.


    Da qui, a pochi minuti a piedi, potete prendere l’ascensore che vi porta sul famoso ponte francese e da lì sempre in pochi minuti arrivate alle Catacombe di San Gennaro. Anche qui abbiamo optato per la guida, scoprendo che fino a sette anni fa erano visitabili solo da studiosi e quindi incredibilmente chiuse al pubblico; grazie allo spirito di iniziativa del prete e di associazioni di quartiere hanno sistemato tutto scoprendo anche tesori nascosti e ora visibili. Infine, a confermare lo spirito partenopeo, al termine della visita la guida ha ringraziato tutti i turisti “perché è solo grazie al fatto che voi avete acquistato il biglietto che questa attrazione può essere mantenuta e che io ed altri giovani possiamo restare nel nostro quartiere con un lavoro fisso”.

    9) Qui nessuno si gasa
    Una caratteristica curiosa è che è praticamente impossibile trovare l’acqua gasata. Nei bar, ristoranti e supermercati c’è solo quella “leggermente gasata”, per lo più di due note marche, di cui una sponsor del Napoli: alla faccia della devozione!



     
    10) Il caffé
    Che sia molto più di una bevanda lo si capisce dai molti bar che espongono il cartello “caffé sospeso”: significa che potete lasciarlo pagato pe ri meno abbienti. Dicono anche che qui il caffé è diverso. E’ vero. E quando si torna a casa è davvero difficile tornare “alla normalità”. Sarà la miscela, sarà l’acqua, saranno le macchine che qui sono tutte “a leva”, come un tempo. Sarà che qui è un’arte. Ancor più, è un rito. Intanto scordatevi le preparazioni frettolose e meccaniche: vi stupirete a vedere quanti passaggi richiede un caffé fatto come si deve. Quanta passione e maestria. E vi troverete a gustare un “concentrato di crema”, vellutato, buonissimo. Tassativamente in tazzina calda (tenute in acqua bollente) e corto. Se volete il nostro caffé normale dovete chiederlo lungo. E non stupitevi se vi chiedono “zuccherato?”, perché qui si usa metterci prima la “crema di zucchero”. Beh, cosa vi abbiamo detto al punto 1?

      Mayya del "Caffè d'arte"




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    Tratto da CORFOLE! del 6/2018, con 25.000 copie gratuite: la testata più diffusa del Levante © Riproduzione vietata


     


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