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    edizione cartacea, storia locale

    di Pier Luigi Gardella | 13 Aprile 2015 | in categoria/e edizione cartacea storia locale

    Perché si chiama così? - Avegno, villaggio di cavagnini o terra dell'avo Avenius?

    Perché si chiama così? - Avegno, villaggio di cavagnini o terra dell'avo Avenius?

    Il comune di Avegno si colloca nella parte centrale della valle di Recco costituendo da sempre con il suo territorio un naturale collegamento tra la costa e l’entroterra. Questa posizione ha senza dubbio favorito l’insediamento umano sin dai tempi più remoti come testimonia la vicina presenza del castellaro di Uscio i cui reperti, oggi conservati al Museo Archeologico di Chiavari, ne confermerebbero l’esistenza sin dal Neolitico (dall’VIII al IV millennio a.C.). La chiesa di San Pietro è citata in un atto notarile del 24 maggio 1210 e da allora troviamo citato il paese come Avegno; nella stessa è conservata una statua del Patrono sulla quale forse sarebbe interessante indagare di più. Essa, infatti, fu costruita da un artigiano locale in legno di fico e lo storico Plinio ricorda che questo legno era usato dai Greci per le loro sculture, prima della pietra e del marmo, “ a cagione della sua mollezza” ma da un verso di Orazio sembra invece che alla sua epoca il fico fosse disprezzato dagli scultori: “olim truncus eram ficulnus inutile lignum” ‘un tempo ero il tronco di un inutile fico’. In realtà, anche se ne esistono altre in diverse regioni italiane, le statue in legno di fico non sono comuni. Ma torniamo ad Avegno e all’etimologia del nome. Un’interpretazione forse un po’ fantasiosa lo farebbe derivare dall’abilità dei suoi abitanti a intrecciar cavagne, quelle ceste usate dai contadini e realizzate prevalentemente con scorze di legno di salice, nocciolo o castagno, lavorato e intrecciato.

    Più verosimile ci sembra tuttavia il Dizionario Toponomastico UTET che lo classifica come un prediale (cioè relativo a un fondo rustico) derivante da Avenius, nome di persona latino. In effetti, quando, tra il I e il V secolo d. C., la conquista romana riorganizzò il territorio ligure, la Valle di Recco e Avegno diventa un importante snodo del traffico tra la strada costiera e verso la Fontanabuona. Inoltre anche la frazione di Salto, posta poco più in alto, testimonia nel nome l’origine latina. Come ci ricorda Giuseppe Rosasco nel suo libro “Avegno” del 2014 il “saltus prediaque” era un podere o un’area a bosco o a pascolo montano, di proprietà ereditaria appartenente a coloni romani. Nello stemma comunale è raffigurata una campana, simbolo della celebre attività economica legata alle fonderie Picasso, testimoniata già nel 1594.  Il simbolo è sormontato da una croce rossa in campo d’argento che richiama il vessillo di San Giorgio della Repubblica di Genova.

    Da un errore postale il gemellaggio con l’omonimo svizzero
    Dagli anni Settanta il comune è gemellato con quello di Avegno-Gordesio, in Valle Maggia nella Svizzera Italiana. Questo gemellaggio è nato curiosamente da una lettera indirizzata al Comune ligure ma giunta al protocollo del Comune della Svizzera Italiana che ha lo stesso nome. Dopo la sorpresa iniziale e chiarito l’equivoco, le due Amministrazioni decisero di gemellarsi istituendo un rapporto continuo con scambi di visite e iniziative culturali. Avegno è un comune svizzero del Canton Ticino situato all’imbocco della Valle Maggia poco distante da Locarno e dal Lago Maggiore. Dal 2008 ha assunto il nome di Avegno-Gordevio unendosi, dopo un referendum popolare, al vicino comune di Gordevio. Ovviamente ci è venuta la curiosità di indagare sull’etimologia dell’Avegno svizzera. Il Bollettino Storico della Svizzera Italiana lo farebbe derivare dal latino “abies” ‘abete’  da cui l’aggettivo “abiegnus”, ‘in legno d’abete’, albero probabilmente diffuso sul suo territorio. Ma non è il caso dell’Avegno ligure.




    Tratto da CORFOLE! del 4/2015, con 25.000 copie gratuite: la testata più diffusa del Levante © Riproduzione vietata


     


    I commenti dei lettori
    :

    Son Camoglino ed ho letto sul mio Avegno e di quello svizzero il motivo del gemellaggio; ho gia invitato qualche Avegnino di disporre sulla piazzetta, di fianco alla sede della Societa San Pietro, le due bandiere nazionali in modo che molti, domandandosi del motivo del duo, verebbero a conoscere il gemellaggio. Ho altre idee in proposito, saluti da Ferrando da Camoglisergioferrando41çgmail.com


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