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esperti
01 Dicembre 2008 | in categoria/e diritto edizione cartacea esperti
DIRITTO UTILE -L'affido condiviso
A cura dell'avv. Gabriele Trossarello - Contatti 0185.938009 redazione@corfole.com
Succede spesso che le condizioni di separazione o divorzio determinate dal Tribunale (o dai genitori stessi) non vengano poi rispettate da uno dei due coniugi, in special modo per quanto riguarda il rispetto del diritto di visita del genitore presso cui i bambini non sono stati collocati (ricordiamo infatti che una cosa è l’affido congiunto, che ha sostituito da qualche tempo l’affido “monogenitoriale”, e un’altra cè il necessario collocamento della prole presso uno dei due genitori).
Prima della legge 54/2006, che ha fortemente innovato la materia, al genitore leso nei propri diritti non rimaneva che ricorrere al Giudice per richiedere qualche modifica punitiva delle condizioni di affidamento o denunciare in sede penale la violazione dell’art. 570 C.P., con risultati molte volte scarsamente incisivi.
L’introduzione nel codice di procedura civile dell’art. 709 ter (Soluzione delle controversie e provvedimenti in caso di inadempienze o violazioni) sancisce che: “in caso di controversie tra i genitori in ordine all’esercizio della potestà genitoriale o delle modalità dell’affidamento, il giudice convoca le parti e adotta i provvedimenti opportuni. In caso di gravi inadempienze o di atti che arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità di affidamento, può modificare i provvedimenti in vigore e può: 1) ammonire il genitore inadempiente;
2) disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nei confronti del minore; 3) disporre il risarcimento dei danni a carico di un genitore a favore dell’altro; 4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro”. Questo articolo è stato introdotto dal legislatore con l’intento di fornire uno strumento giuridico più efficace e diretto a garantire una veloce definizione di tutte le controversie tra i genitori che, protraendosi invece nel tempo, comprometterebbero gli interessi e i diritti del minore, tra i quali quello preminente alla frequentazione di entrambi i genitori. Essendo una norma di recente introduzione, vi sono sino ad oggi poche applicazioni concrete da parte dei giudici. Tra le pronunce giurisprudenziali note, tale norma è stata applicata per sanzionare un genitore che aveva trasferito la residenza dei figli con un’iniziativa del tutto unilaterale, nel caso in cui un genitore aveva impedito lo svolgimento del normale diritto di visita da parte dell’altro genitore e nel caso in cui un genitore si era reso inadempiente all’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento determinato dal tribunale a favore del figlio minore. Per concludere va detto che tale norma va coordinata con quella di cui all’art. 155 codice civile, nella parte in cui dispone che in caso di conflitto fra i genitori in ordine alle decisioni di maggiore importanza per i figli (scelta della scuola, delle attività sportive da praticare, delle cure mediche, ecc.) sia il giudice a decidere, caso per caso, quale sia il genitore in concreto più adatto a garantire i diritti del minore.
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di Giansandro Rosasco
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