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    attualita, benessere, salute

    11 Marzo 2024 | in categoria/e attualita benessere salute

    Problemi di salute e infiammazione alimentare: cosa abbiamo scoperto attraverso un test del sangue

    Problemi di salute e infiammazione alimentare: cosa abbiamo scoperto attraverso un test del sangue

    Asma, rinite, sovrappeso, candida, artrite, emicranie, colon irritabile, ritenzione liquidi, stanchezza, cistiti, dolori reumatici, orticarie, diabete, reflusso e vari problemi gastrici: il 95% delle malattie cronico - degenerative è riconducibile e stile di vita e alimentazione

    La buona notizia è che i cibi non vanno eliminati, ma solo limitati

    - di Michela De Rosa

    Avete presente quei mal di testa che sembrano arrivare dal nulla, la pancia gonfia anche dopo un’insalata, la stanchezza già appena alzati, l’acidità di stomaco, il peso che non accenna a smettere di aumentare, figuriamoci a diminuire, e tutti quei “piccoli” problemi che affliggono molti di noi, a cui finiamo per abituarci ritenendoli “la normalità”?

    Ecco, abbiamo deciso di darci un taglio.

    Perché a un certo punto bisogna dire basta e cercare il bandolo della matassa che a quanto pare sta davvero in come mangiamo; ma non in senso “dietetico” bensì in “stato infiammatorio”. Abbiamo fatto il PerMéTEST, uno dei test di GEK Lab scoprendo un sacco di cose interessanti e ve le raccontiamo, sperando che possano esservi utili.

    INFIAMMAZIONE E CIBO: COSA ACCADE NELL'ORGANISMO

    “Oggi sappiamo che l’infiammazione è la chiave che correla l’alimentazione con lo stato di malessere. E nel momento in cui possiamo misurare questi dati e capire quali sono i cibi da ruotare, ecco che tutti hanno in mano la chiave della propria salute”: illustra il prof. Attilio Speciani specialista in Immunologia clinica e Allergologia, docente Master di Nutrizione all’Università di Pavia e direttore scientifico di GekLab.

    Il sistema immunitario, infatti, riconosce classi di alimenti in modo simile. In altre parole, quando il consumo eccessivo di un gruppo di alimenti (es. cereali) causa infiammazione, questa verrà sostenuta anche da tutti gli altri alimenti dello stesso gruppo (pane, pizza, biscotti, fette biscottate, etc.).

    In pratica, il nostro organismo non è più in grado di “sopportare” alcuni alimenti. E “sbotta”. Il che significa soffrire di emicranie, ritenzione liquidi, aumento di peso, stanchezza, sindrome del colon irritabile, cistiti recidivanti, dolori reumatici, orticarie, diabete, reflusso e vari problemi gastrici, ma anche  favorire l’insorgere di diverse malattie.


    Non conoscendo questo meccanismo, finisce che corriamo da uno specialista all’altro, facendo esami e tentando terapie che magari alleviano i sintomi (come gastroprotettori o analgesici), ma che non spengono l’incendio che continua imperterrito a infiammare il nostro organismo, semplicemente mangiando “sempre le stesse cose”, inteso come gruppo di alimenti.


    I GRUPPI ALIMENTARI

    A colazione sempre latte con focaccia o con fette biscottate e marmellata, oppure sempre the con biscotti? A pranzo sempre un piatto di pasta e la sera un secondo col pane? Ecco che abbiamo un accumulo di frumento e lieviti. Gli alimenti vengono infatti classificati in cinque grandi gruppi, il che fa capire quanto sia facile eccedere con ognuno di loro:
    - Frumento e Glutine: pane, pasta, orzo, malto d’orzo, birra e tutti i prodotti da forno che contengono farina di frumento.
    - Nichel: pomodoro, spinaci, avena, funghi, cacao e alimenti conservati in latta, come tonno in scatola, sardine in scatola ecc.
    - Lieviti: aceto, alcol, funghi, formaggi, prodotti da forno, acido citrico industriale (E330), salsa di soia, yogurt, maionese industriale, miele.
    - Latte: latte e derivati (yogurt e formaggi), ma anche carne bovina e derivati, come la bresaola (l’intolleranza al lattosio, che è uno zucchero, è di tipo enzimatico e non ha nulla a che vedere con l’infiammazione legata al gruppo del latte).
    - Oli Cotti: tutti gli alimenti con grassi vegetali cotti, come biscotti, fette biscottate, crackers, piadine, frutta secca tostata, soffritti, fritture.
    - Alcuni alimenti sono a sé per facilitare l’inserimento di cibi sostitutivi senza contribuire all’infiammazione: uova, maiale e patate.



    I TEST DI GEKLAB

    Come sapere quale gruppo alimentare (o quali) ci causa lo stato infiammatorio e come “spegnerlo”? Sul sito www.geklab.com troverete diversi test. Una volta individuato quello più adatto, ci si può recare in una delle farmacie che lo eseguono (elenco sul sito), oppure ordinare il kit e fare da sé. Basta una goccia di sangue da un polpastrello e dopo pochi giorni i risultati saranno disponibili in farmacia o via email.



    COSA ABBIAMO SCOPERTO

    Abbiamo svolto il PerMè Test in due, un uomo e una donna, per vedere le differenze. Ognuno ha ricevuto un documento dettagliato e il primo dato ce lo offre la genetica: il test infatti rileva la presenza o meno di predisposizioni genetiche: a diabete di tipo2, sovrappeso e obesità, steatosi epatica e predisposizione all’autoimmunità. E quando presenti, indica se sono ereditate da uno o entrambi i genitori. E queste sono già indicazioni importanti per impostare lo stile di vita corretto. Il documento ci indica poi due tipi di infiammazione: quella da zuccheri e quella da alimenti. Possono essere bassa, media e alta fino ad altissima. Infine, ecco le indicazioni alimentari con i gruppi di alimenti che ci hanno causato l’infiammazione e che dovremo quindi limitare: nei nostri casi sono nichel e lieviti in un caso e nichel, lievito e frumento nell’altro. Seguono quindi comodi elenchi di ciò che dovremo limitare e di ciò che invece si può mangiare liberamente.

    CIBO A ROTAZIONE: NON SI ELIMINA NULLA

    E qui sta una delle grandi novità: gli alimenti infiammatori vanno mantenuti per due giorni e mezzo la settimana. Questo significa poter creare facilmente dei menù, senza troppe rinunce. Con la documentazione ricevuta si hanno tutti gli elementi per gestirsi da soli, ma si può usufruire anche del supporto scientifico on line sia per i risultati del test sia per l’alimentazione.



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