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    AZIENDE DEL TERRITORIO

     

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    CUCINO PER VOI - “Vi insegno i segreti degli chef”: lo chef Barbara Ferrera tiene mini corsi adatti a tutti dove si impara divertendosi

    Questo mese siamo stati a Tasso di Lumarzo in alta Fontanabuona per seguire un vero corso di cucina. A tenerlo è l’intraprendente

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    08 Luglio 2022

    Covid: al via raccolta firme per il ripristino della piena socialità

    Covid: al via raccolta firme per il ripristino della piena socialità

    Ha fatto molto scalpore il post pubblicato dall’Istituto Comprensivo di Cicagna (in foto) in cui  gli alunni compaiono con la mascherina fin sopra gli occhi: molte famiglie denunciano il conformismo acritico da parte delle istituzioni scolastiche e non solo

    La scuola è finita, ma molti genitori si stanno organizzando per non farsi prendere in contropiede da imposizioni assurde all’inizio del nuovo anno. Le “regole di contenimento della pandemia” sono state infatti a dir poco discutibili, con l’obbligo per i bambini di indossare una mascherina dalla dubbia utilità e comunque tarata sulla capacità polmonare di un adulto. Ha fatto molto scalpore il post pubblicato dall’Istituto Comprensivo di Cicagna (in foto) in cui comparivano gli alunni premiati per un concorso e invitati ad indossare la mascherina fin sopra gli occhi e viene da chiedersi “che ricordo avranno un giorno guardando questa foto?”.
    In tanti sperano che in autunno non si ripresentino simili obblighi, ma sperare non basta, occorre agire: così un gruppo di famiglie si è organizzata e ha inviato lettere formali alle scuole di Cicagna e San Salvatore di Cogorno chiedendo un confronto sulla reale utilità di queste misure (V. lettere a fondo pagina). Al momento non risultano risposte. La speranza è che sia per mancanza di tempo, vista la fine della scuola, e che presto si attivino per l’inizio dell’anno scolastico, per capire che se anche la legge esprime dei concetti, è facoltà delle famiglie contribuire al miglioramento della situazione scolastica in maniera inclusiva per tutti.

    Inoltre, lo stesso gruppo ha avviato una raccolta adesioni (V. sotto) per sensibilizzare tutti gli enti (non solo scolastici) al ripristino della piena socialità e affinché decisioni calate dall’alto possano essere discusse e migliorate insieme alle istituzioni che dovrebbero rappresentare tutti. La nostra Redazione lascia come sempre pieno diritto di replica a tutte le persone interessate.

    Per chi desidera contattare questo gruppo di famiglie, sottoscrivere la raccolta adesioni (di seguito) o segnalare altre situazioni l’indirizzo è famiglienormalitigullio@gmail.com

    RACCOLTA ADESIONI

    "PER UN PIENO RITORNO ALLA NORMALITA'"

    Siamo un gruppo di famiglie e professionisti del territorio che si sono scoperte accomunate dallo stesso punto di vista sulla gestione della pandemia. Pensavamo di essere pochi e isolati, invece il numero è in costante crescita e siamo uniti da un intento: farci trovare preparati in modo da non dover più subire passivamente restrizioni e obblighi che nulla hanno di tutela sanitaria. Vogliamo poi sensibilizzare i rappresentanti eletti o che comunque rappresentano la società civile affinché tornino ad essere difensori dei valori democratici e liberali raggiunti con enormi sacrifici nel corso dei secoli e calpestati in questi ultimi 2 anni.

    Se anche tu ti interroghi su quanto avvenuto e pensi che:

    sia stato aberrante il fatto che ai malati siano stati negati il supporto e l’affetto dei propri cari; che i ragazzi sopra i 12 anni non abbiano potuto fare sport, nemmeno all’aperto; che gli anziani non abbiano potuto ritirare la propria pensione; che tanti volontari non abbiano potuto prestare servizio in Croce Rossa; che i bambini siano stati obbligati a tenere la mascherina in classe - anche d’estate - quando altrove nessuno doveva tenerla più; che il greenpass abbia leso diritti costituzionali per poi rivelarsi inutile; che la vaccinazione obbligatoria ai più piccoli sia quantomeno discutibile...
     
    ... se ti interroghi, se cerchi persone con cui confrontarti, se pensi che “un altro modo è possibile” mantenendo la normalità e che lo si può costruire insieme creando alternative per scuole, sport, autoproduzione, convivialità e sostegno reciproco, scrivi a famiglienormalitigullio@gmail.com indicando nome, età e telefono. Sarai aggiornato su incontri e iniziative.
     
    E’ il momento di riconoscersi e unirsi, o “i distanziamenti” ci divideranno per sempre.

    ETTERA ALLA DIRIGENZA DELLA SCUOLA DI CICAGNA

     
    Gentile dirigente  IC Cicagna A. G., con l’emanazione del Decreto Riaperture 2022 che, come noto, stabilisce un graduale ritorno alla normalità, per quanto tardivo e lento rispetto alle scelte di tutti gli altri Paesi, ancora una volta la Scuola Italiana viene relegata al ruolo di Cenerentola Sociale. Gli studenti e le studentesse, già duramente colpiti, isolati e colpevolizzati negli ultimi due anni abbondanti, saranno infatti tra i pochi a  non poter togliere le mascherine nella loro quotidianità. Tale scelta si rivela incomprensibile, deleteria e pericolosa da numerosi punti di vista. Non intendiamo qui alimentare uno sterile dibattito sull’efficacia delle mascherine, ma piuttosto stimolare una seria riflessione sull’uso in età pediatrica di dispositivi pensati ed omologati unicamente sulla base della capacità polmonare degli individui adulti.
     
    In particolare vorremmo metterVi al corrente di alcune evidenze che suggeriscono che l’utilizzo delle mascherine per i bambini e le bambine e per i ragazzi e le ragazze dovrebbe essere immediatamente sospeso, soprattutto in un contesto normativo nazionale che, come detto, li vedrebbe unici destinatari di tale prescrizione.
    • Le mascherine impediscono l’interpretazione accurata dello stato emotivo altrui, in particolare enfatizzano le interpretazioni di stati d’animo negativi (rabbia, tensione, aggressività) Felix Grundmann, Kai Epstude e Susanne Scheibe, Face masks reduce emotion-recognition accuracy and perceived closeness, in «Plos One», Groningen, 23 aprile 2021
    • È possibile che l’impossibilità di osservare parte del viso alteri o ritardi lo sviluppo delle abilità sociali Monica Gori, Lucia Schiatti e Maria Bianca Amadeo, Masking Emotions: Face Masks Impair How We Read Emotions, in «Frontiers in Psychology», Genova, 25 maggio 2021
    • La mascherina influisce negativamente sulla comunicazione verbale rendendo difficoltosa la comprensione soprattutto per le persone che presentano un udito anche leggermente compromesso Leslie A. Nickell, Eric J. Crighton, C. Shawn Tracy, Hadi Al-Enazy, Yemisi Bolaji, Sagina Hanjrah, Ayesha Hussain, Samia Makhlouf e Ross E.G. Upshur,
    Psychosocial effects of SARS on hospital staff: survey of a large tertiary care institution, in «Canadian Medical Association Journal», n° 170 (5), pp. 793-798, 2 marzo 2004
    • L'identificazione delle parole è significativamente compromessa quando si indossa una mascherina chirurgica, con effetti negativi più pronunciati per i bambini ed in presenza di rumore di fondo Anna Sfakianaki, George P. Kafentzis, Devora Kiagiadaki e George Vlahavas, Effect of face mask and noise on word recognition by children and adults, in «ExLing 2021 - 12th International Conference of Experimental Linguistics», 11 ottobre 2021
    • Si nota un aumento significativo delle concentrazioni di CO2 […]. Le implicazioni cliniche degli elevati livelli di CO2 con l'uso a lungo termine delle maschere facciali necessitano di ulteriori studi. Michelle S. M. Rhee, Carin D. Lindquist, Matthew T. Silvestrini, Amanda C. Chan, Jonathan J. Y. Ong e Vijay K. Sharma, Carbon dioxide increases with face masks but remains below short-term NIOSH limits, in «BMC Infectious Diseases», n° 21, 354, 16 aprile 2021
     
    In relazione all’ultimo punto, ci preme ricordare come l’aria espulsa durante il comune atto respiratorio presenti mediamente una concentrazione di CO2 (End-Tidal CO2) oltre cento volte superiore a quella atmosferica in stato di corretta ventilazione; il costume di indossare una maschera che trattiene attorno al naso l’aria espirata, anche per un breve periodo di tempo, riesce dunque non solo poco salutare ma persino molto pericoloso. Già concentrazioni di anidride carbonica superiori di sole dieci volte quella riscontrabile in atmosfera, difatti, sono estremamente dannose e tali da indebolire l’organismo.
     
    A peggiorare il quadro appena descritto vi è la totale assenza di indagini cliniche specifiche per i gruppi di persone che presentano limitazioni oggettive alle proprie possibilità di agire e partecipare e il fatto che buona parte delle ricerche succitate (come molte altre analoghe) sono relative a studi osservazionali di coorte condotti solo su individui adulti: se da una parte, infatti, si rileva in letteratura la più assoluta noncuranza della ricerca in riferimento agli effetti dell’utilizzo delle mascherine in caso di disabilità, concomitantemente dall’altra si evidenzia una drammatica carenza di studi relativi all’uso di tali dispositivi nella fascia d’età pediatrico-adolescenziale.
    I rischi e le limitazioni che ci preme sottoporre in questa lettera non sono però legati esclusivamente ai problemi fisici che possono essere causati dall’utilizzo prolungato della mascherina ma vogliamo sottolineare anche l’influenza certamente negativa che tali dispositivi hanno sul piano relazionale ed educativo.
    Il rapporto che gli studenti instaurano vicendevolmente tra loro e con gli insegnanti è fortemente influenzato da una straordinaria quantità di informazioni, scambi, relazioni, circostanze ed esperienze che vanno oltre il mero ascolto di una lezione o la semplice dazione verbale di contenuti: un sorriso, un sussurro, un accenno di scontento sono elementi fondamentali nella formazione e nello sviluppo socio relazionale di ogni ragazzo e di ogni ragazza.
     
    Chi non ha mai ridacchiato con i compagni, commentato a bassa voce o cercato un cenno di incoraggiamento dell’insegnante durante un compito in classe o durante la spiegazione di un argomento complesso? Quale professore o professoressa non guarda le espressioni dei propri studenti per comprendere l’andamento della
    lezione o, più in generale, della giornata scolastica?
    L’istruzione, ovvero l’ineffabile connessione interpersonale che può scaturire dall’incontro reciproco tra docente e alunno, vive anche e soprattutto di tutti quei gesti silenziosi, non meno importanti, che negli ultimi anni sono stati cancellati e mortificati dietro una mascherina. Per questo vi chiediamo di non imporre ai nostri e ai Vostri ragazzi di continuare a nascondere i propri volti dietro uno strumento che se fosse ancora utile – o se lo fosse mai realmente stato – non rimarrebbe obbligatorio solo nelle aule scolastiche.
     
     
    LETTERA ALLA DIRIGENZA DELLA SCUOLA DI SAN SALVATORE DI COGORNO
     
    Gentile Direzione ISTITUTO, Scrivo in merito alle nuove direttive covid per la scuola. Viste le norme, chiedo le motivazioni mediche e sanitarie alla base di tali provvedimenti, che legano la presenza in classe, dopo il rilevamento di casi positivi, alla vaccinazione.
     
    Leggo che solo gli studenti vaccinati, in presenza di tampone negativo, possono riprendere l’attività in presenza e mi domando il motivo medico di tale provvedimento. Un bambino negativo al covid non è negativo indipendentemente dalla vaccinazione? Attendo notizie diverse in tal merito (in forma di dati numerici, fonte ISS), se in possesso della scuola.
     
    Vorrei anche chiedere se la presenza del vaccino garantisce il fatto che la persona vaccinata non possa ammalarsi, o trasmettere al prossimo il virus? Non mi risulta, in quanto io persona vaccinata come mio marito, che sia così. Anzi, ci hanno sempre detto che la vaccinazione serve a non contrarre il virus in forma grave (ma non ne è garanzia assoluta).
     
    Eccomi quindi a domandare delucidazioni: vista la presenza di queste norme sui bambini, vorrei i dati medici che attestano il Covid 19 come malattia che può sviluppare problematiche gravi in numeri significativi nell’età pediatrica.
     
    Fonte ISS: STRAFACE.indd (iss.it) identifica le complicazioni da covid nei bambini come evento molto raro.
     
    La vaccinazione è un provvedimento sanitario, volto a tutelare la salute, deve quindi avere uno scopo medico, non di migliore gestione sociale, ossia io non dovrei vaccinare mio figlio per sviare le regole e garantirgli un’educazione in presenza, ma per tutelare la sua salute (aggiungo infatti che le mie figlie, 6 e 8 anni, sono entrambe vaccinate per le più significative malattie pediatriche – ovviamente).Purtroppo questi provvedimenti hanno tutta l’aria di avere poca valenza medica e molta di gestione sociale, appunto, ma attendo i dati scientifici in possesso della scuola che possano smentire questa affermazione.
     
    Vorrei anche sapere chi controllerà lo stato vaccinale dei minorenni, se fossero le insegnanti sarebbe oltremodo grave perché potrebbero crearsi ulteriori motivi di discriminazione tra bambini vaccinati e non.Aggiungo che la scuola si è spesso fatta vanto di essere un luogo di inclusione, ci sono giornate dedicate ai diritti dell’infanzia, al diritto allo studio, all’integrazione e, appunto, all’inclusione (una parola che ci piace proprio tanto) e ora si distinguono bambini piccoli sulla base di un vaccino, relegando i non vaccinati (magari anche negativi) alla DAD, quanto di più deleterio si sia partorito in fatto di scuola?
     
    Uno strumento che penalizza chi ha minori possibilità economiche o chi è più chiuso e timido, allontanandolo ancora di più dal percorso formativo? Tutte realtà che credo una preside sappia benissimo. Mi perdonerà se le dico che, in tutto questo, di inclusivo non c’è nulla.
     
    In mancanza di dati medici e scientifici che sostengono tali regole, non mi pare giusto che le mie figlie vengano penalizzate e relegate alla didattica a distanza (a 6 e 8 anni, ribadisco) e, in caso dovesse emergere la presenza dei famosi cinque positivi, credo sia più giusto che, dopo test negativo, tutti i sani si ritrovino in classe, senza distinzioni discriminatorie. Se la scuola o il ministero non forniranno dati che spieghino la differenza tra un negativo vaccinato e un negativo non vaccinato, sarà così che mi comporterò e porterò le mie figlie in classe insieme a tutti gli altri.
     
    Chiedo anche un colloquio privato con lei, perché questa sarà la mia posizione, grazie e buon lavoro.
     
     
     



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    I commenti dei lettori
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    Grandissimi uniti contro la follia! LIBERTÀ!!!!


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