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    edizione cartacea

    20 Maggio 2026 | in categoria/e edizione cartacea

    Alla (ri)scoperta dei Santuari Mariani del Levante

    Alla (ri)scoperta dei Santuari Mariani del Levante

    Nel mese che i fedeli dedicano alla Madonna è tradizione andare in pellegrinaggio: un’occasione per ritrovare il senso di comunità, scoprire l’arte nascosta in queste chiese e passare una bella giornata

    - A cura di Antonino di Bella

    Il mese che si sta aprendo è, per le persone di fede, il Mese mariano per eccellenza. Fin dai primi giorni cominciano quei momenti di religiosità e di comunità chiamati pellegrinaggi, quando bambini, anziani e famiglie si recano anche a piedi attraverso mulattiere e vecchi itinerari presso santuari dedicati alla Madonna. 


    Ed ecco che dalla chiesetta millenaria di Ruta di Camogli si partiva per raggiungere il santuario di Nostra Signora di Caravaggio.  Da Chiavari e dal Tigullio occidentale partivano i pellegrini per salire al santuario della Madonna di Montallegro che veniva raggiunto anche dai fedeli dalla Fontanabuona. Le popolazioni di Sestri Levante e del Casarzese raggiungevano il santuario della Madonna della Guardia di Velva.

     


    Questo mese ci occupiamo quindi di una pubblicazione al cui interno si trovano le immagini di tanti santuari, alcuni poco conosciuti, ma che celano a volte veri capolavori. Un buon motivo per fare una gita fuori porta in compagnia di amici, il panorama e una buona dose di risate. Ancora oggi si effettuano questi momenti di omaggio a Maria ma lo spirito che accompagnava in quegli anni coloro che raggiungevano questi luoghi sacri era, forse, diverso. Sta a noi riscoprirlo, per chi sente di volerlo fare. Iniziamo il giro!

    A Chiavari viene venerata come “patrona” con l’appellativo di Nostra Signora dell’Orto, in quanto apparve in modo silenzioso nell’Orto del Capitano. Troviamo poi la Madonna dell’Olivo sull’Aurelia col quadro miracoloso e, lungo la stessa via, il Santuario delle Grazie circondato dalla bella pineta a picco sul mare e chiamato così a testimonianza degli ex voto appesi ai muri della piccola cappella e della sagrestia.

     

     

     Anche i visitatori non credenti rimarranno a bocca aperta nel guardare gli affreschi in esso contenuti e fortunatamente non andati perduti e in parte recuperati e restaurati. Al suo interno compaiono un ciclo di affreschi di Teramo Piaggio e uno, il più importante, di Luca Cambiaso. Collocato nella contro facciata raffigura il Giudizio Universale  e risale al 1550. Presso l’altare maggiore si può apprezzare la statua lignea della Madonna delle Grazie e sul sentiero d’accesso il bassorilievo marmoreo a conferma della devozione mariana dei naviganti chiavaresi che tra le braccia della Vergine ringraziano per la protezione ricevuta. 



    A Lavagna, affacciata sull’altra sponda del Fiume Entella, sorge la chiesa di N.S del Ponte elevata a santuario anche grazie a Margherita di Savoia che ne finanziò le opere di restauro. All’interno si trova un altare dedicato al Beato Umberto di Savoia mentre il sacerdote quale parroco di questa chiesa assume ancor oggi il titolo di Abate. Nel centro storico troviamo il santuario tanto caro ai lavagnesi e cioè quello di Nostra Signora del Carmine patrona della città. A luglio la processione con l’arca mariana e i cristi portati con abilità e fatica dai cristezzanti, arriva fino al mare dove viene impartita la benedizione: all’ordine del decano dei portantini, l’arca viene issata per tre volte in se brassa (a braccia) a saluto della città. Per tutti i presenti è un momento molto commovente, e non sono pochi coloro a cui compare una lacrima sul viso, anche tra i “vecchi ragazzi” che con il camice bianco e il fazzoletto azzurro al collo, da decenni portano sulle spalle la statua della Vergine. 


    Spostandoci nell’entroterra di Sestri Levante arriviamo al Valico di Velva un tempo strada obbligata per arrivare in Val di Vara, oggi sostituito da una comoda galleria. Ma la vecchia strada vi permetterà di scoprire il contesto rurale di Velva, un museo diffuso che racconta la cultura contadina, e un borgo in fase di valorizzazione, un tempo residenza estiva dei signori genovesi. Da qui è possibile godere il panorama di monti, colline e mare. Ma soprattutto si può visitare il Santuario di Nostra Signora della Guardia, festeggiata ogni 29 di agosto. Il santuario è anche una delle tre Chiese Giubilari della diocesi. All’interno troviamo una statua lignea della Madonna e un crocifisso dello scultore Antonio Canepa, mentre recentemente è stata dipinta dall’artista Roberto Altman l’abside raffigurante l'apparizione della Vergine. 

    In Val Fontanabuona troviamo a Cicagna il Santuario di Nostra Signora dei Miracoli: ricostruito nel 1937, è noto per la sua facciata in mattoni rossi, la struttura a tre navate e la torre campanaria storica situata nella piazza antistante; secondo la tradizione è legata ad un avvenimento prodigioso avvenuto il 15 settembre del 1537 e in questo giorno si svolgono processione e riti religiosi con la partecipazione attiva della popolazione sempre devota che segue la statua processionale realizzata, ancora una volta, dallo scultore Antonio Canepa nel XX secolo. 


    La valle ha un altro gioiello: per scoprirlo bisogna salire a 360 metri d’altitudine nel comune di Lumarzo, in località Pannesi, dove troviamo il Santuario di Nostra Signora del Bosco.

    Risalente al XVI secolo, è dedicato all’'apparizione del 12 settembre 1555 e alla sorgente d'acqua a lei dedicata. Tra le opere scultoree conservate vi è un gruppo ligneo posto sull'altare maggiore dello scultore genovese Marcenaro e una statua della Madonna della Misericordia, mentre in un locale attiguo al presbiterio è presente un presepe permanente con radici di edera. Di particolare pregio il campanile, eretto utilizzando pietre a vista. In questo luogo si respira serenità e tranquillità, giusto quello che serve in tempi caotici come quelli attuali, ottima ragione per una visita rimotivante non solo in senso spirituale ma anche umano. 

    Salendo più in alto, al confine con la Diocesi di Genova, troviamo il Santuario di Nostra Signora del Caravaggio posto nella frazione di Santa Maria del Campo nel comune di Rapallo.

     

    Posta a 615 metri di altitudine sulla sommità del Monte Ossena, si può raggiungere attraverso un percorso panoramico sia da Ruta di Camogli che dal versante rapallese. Munitevi di scarpe comode ma soprattutto di acqua perché non c’è nessuna fonte potabile! Dal santuario la nostra vista può spaziare dal Golfo Paradiso fino ad oltre Genova, ad est il Tigullio con le sue spiagge e il verde dellentroterra; quasi in collegamento ottico ecco l’altro santuario caro ai rapallesi e rapallini, quello di “N.S. di Montallegro” a Rapallo. Qui la Madonna apparve a Giovanni Chichizola a cui donò del quadretto miracoloso, ora posto sopra l’altare maggiore, e chiese di essere onorata in quel luogo trasformando quel monte da terra triste a “Monte Allegro”. 

    Discesi sulla costa attraverso la Via Aurelia si può raggiungere Santa Margherita Ligure e conoscere l’ultimo dei santuari descritto nella pubblicazione sopracitata e cioè quello di Nostra Signora della Rosa già Basilica di Santa Margherita d’Antiochia Vergine e Martire e sede parrocchiale.

    L'edificazione dell'odierna chiesa, in stile barocco, è risalente al 1658 quando fu posta la prima pietra nel luogo dove già sorgeva un luogo di culto databile intorno al XIII secolo. Sopra l’altare maggiore si trova il simulacro che si offre alla venerazione, si racconta, fin dal Medioevo quando un gruppo di marinai portò una statua lignea della Vergine con il Bambino che tiene una rosa con la mano destra. All’interno si trovano opere artistiche di pregio come statue di Anton Maria Maragliano, dipinti su tela e antichi arredi, nonché preziosi paramenti sacri utilizzati in occasione delle importanti feste come la ricorrenza, solitamente la quinta domenica dopo Pasqua, che prevede la benedizione delle rose, una solenne messa e la processione con la statua mariana per le vie del centro e la festa dedicata a Santa Margherita il 20 luglio, quando la processione con l'Arca Argentea arriva fino alla spiaggia per la benedizione del mare già illuminato dopo la suggestiva e tradizionale posa dei lumini. 

    Eccoci alla fine di questa pagina, sperando di aver suscitato in voi lettori almeno la voglia di visitare uno di questi luoghi, se non per devozione religiosa almeno per scoprire nuove testimonianze e la storia di questo territorio; la curiosità se riferita all’arte è sempre una bella qualità. 

     


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