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    cultura, edizione cartacea, letture

    di Cristina Parente | 02 Settembre 2013 | in categoria/e cultura edizione cartacea letture storia locale

    UNA VITA SPERICOLATA: in questo libro Massimo Solari, proprietario dell'Hotel Ristorante Mira racconta la sua vita coraggiosamente normale

    UNA VITA SPERICOLATA: in questo libro Massimo Solari, proprietario dell'Hotel Ristorante Mira racconta la sua vita coraggiosamente normale

    Un piccolo libro che contiene un distillato di storie che si intrecciano: quella dell’autore e quella dell’albergo che domina la passeggiata a mare  di Sestri Levante dal periodo della guerra.

    Con uno stile semplice, appassionato e un po’ retrò, Massimo Solari (foto 1) ci rimanda immediatamente a un’epoca passata, quella di una Sestri incontaminata, raccontata con un linguaggio schietto e genuino, attraverso il quale traspare uno spirito puro, che appartiene a un uomo “senza pretese” ma con la determinazione e la passione di una persona che non ha smesso di amare la vita, nemmeno di fronte alla malattia di sua figlia Cristiana, nata dall’unione con Marisa(foto 2) .

    Della nonna che aprì l’ostera in spiaggia, delle bombe che la distrussero e della ricostruzione di un locale più grande
    Massimo dedica il libro ai suoi genitori e ai suoi suoceri che sono stati per lui “il più grande esempio di abnegazione al lavoro”. Fu la bisnonna Palmira ad aprire un’osteria con cucina in un locale che sorgeva sulla sabbia, poco lontano dalla sede dell’attuale Mira. Il marito Emanuele Zolezzi poteva aiutarla poco perché era impegnato col suo leudo nei traffici per mare fino all’isola dell’Elba, per caricare vino e sabbia. Nel libro si racconta che sulla spiaggia di Ponente le mogli stavano a rammendare le reti in attesa che i loro mariti ritornassero dalla pesca, mentre i bambini giocavano spensierati con gli aquiloni. Il primo dicembre del 1943 la locanda fu distrutta da un terribile bombardamento e la famiglia dovette sfollare nell’entroterra, ma Angiolina, madre di Massimo, ricostruì lo stabile facendone una locanda con camere (foto 3) .

    Quando noi ragazzi vendevamo ferro e rame per comprare un gelato
    Fu qui che Massimo, assieme ai genitori e ai nonni trascorse la sua giovinezza, tra scuola, Azione cattolica e i film in compagnia degli amici. L’autore paragona “quel tempo sereno a un mazzo di rose candide, dal profumo inebriante: quello della nostra giovinezza, così limpida e innocente. Come i rintocchi dell'Ave Maria…” Non facevano nulla di speciale ma erano felici e coi pochi soldi in tasca guadagnati con il ricavato del ferro vecchio e del rame dati allo “strassé”, compravano i “botti” per la festa di San Giovanni o un gelato da “Fulin”. Tra varie vicende Massimo Solari è riuscito a mantenere in vita il Mira (foto 4) , attuando migliorie e ampliamenti, fin tanto che il 17 agosto del 2007 sono stati celebrati i 120 anni di fondazione. Attualmente, oltre al lavoro, è impegnato socialmente e culturalmente, ad esempio ha permesso la donazione al comune di una statua in bronzo dello scultore Leonardo Lustig il “Pescatoriello”, il cui originale è già in mostra presso il salone del ristorante Mira.

    Ci vuole coraggio per vivere una vita normale: ecco la mia vita spericolata
    Quando tutto stava procedendo per il verso giusto, una terribile disgrazia turbò la famiglia: a diciotto anni la figlia Cristiana fu colpita dalla sclerosi multipla. Nonostante questo dolore, Massimo Solari non ha perso la gioia di vivere, come si può leggere dalle profonde parole che concludono il libro (foto 5) : “La vita è un sogno e bisogna ancora credere nei sogni. Anche le esistenze in apparenza normali e senza grandi avvenimenti, prevedono a volte più coraggio di quelle che sembrano avventurose…e quindi sono vite…spericolate!”

    Tratto da CORFOLE! del 9/2013, con 25.000 copie gratuite: la testata più diffusa del Levante © Riproduzione vietata


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