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    edizione cartacea

    20 Aprile 2026 | in categoria/e edizione cartacea

    Dal 1750 c'è una bottega che vive tra le vecchie mura di Chiavari

    Dal 1750 c'è una bottega che vive tra le vecchie mura di Chiavari

    La Cittadella di Chiavari insignita del titolo di “Bottega Storica”: qui si compra anche “a peso”, come un tempo 

    Era già il “magazzino di granaglie più antico della città” dove affluivano i mugnai e i negozianti delle vallate.

    “Dall’anno Domini 1750 i Copello si trasmettevano in eredità il fondaco di Via Doria, ampio e scuro come una galleria; la luce v’entrava dalla porta grande della strada e da quella opposta più bassa del cortiletto in fondo, ma era un riverbero che sotto l’alto soffitto a volta svaniva in una fresca penombra dove montagne di sacchi ricordavano le mura di una città ciclopica.
    Magazzino di granaglie, il più antico della città, vi affluivano i mugnai e i negozianti delle vallate; grano e granone, fagioli di Odessa, piccoli e verdognoli e “monachette” color bianco e cappuccino, avena per 
    i cavalli, ceci per le “panisse” e le farinate, lenticchie, fave, piselli, riso, castagne secche…e il buon odore, che si attaccava un poco anche ai vestiti delle dolci carrube, si sentiva venti passi prima di entrare…”.

    Così, nel libro del 1948 “I giorni di Casimiro” (edizioni Internòs), Umberto V. Cavassa descrive quello che gli acquirenti vivevano entrando alla Cittadella, tuttora nlla sede originale in Via Doria 16. Qualcosa che non era solo “fare la spesa”, ma entrare in un mondo e vivere un’esperienza che coinvolgeva tutti i sensi. Incredibilmente, tutto questo è possibile ancora oggi, in questa che è appena stata insignita ufficialmente del titolo di Bottega storica. Perché lo shopping di grandi marche è uguale in tutto il mondo, ma andar per “botteghe” fra carruggi e piazzette è un’esperienza unica e - ahinoi - sempre più irripetibile. Il fascino di questo luogo inizia dall’esterno, parte integrante delle “vecchie mura della Cittadella” di Chiavari, di cui si possono vedere ancora i “merli.
    L’attività come bottega con vendita anche al dettagio viene avviata il 15 novembre del 1948 per mano di “Nizza Mario di Pietro” che poi avrà in socio tale Testa Girolamo di Biagio, come commercio all’ingrosso di “frutta, verdura e cereali, commestibili, saponi, concimi chimici, sementi e articoli vari per l’agricoltura”. Nel 1975 l’attività passa a Anna Sanguineti che aggiunge articoli casalinghi. Il 1 aprile 2015 sono dei giovani a scommettere sulla bottega e a volerla conservare così com’è: tra i soci c’è Riccardo Costa (in foto) che ne diventa unico titolare nel 2023. 



    A caccia di odori e sapori perduti

    Rimasta inalterata nel tempo e nello spazio, conserva lo stesso fascino, gli stessi odori, le stesse merci in vendita, anche sfuse e a peso, come un tempo, come ad esempio 20 tipi di farine macinate a pietra, 20 tipi di legumi secchi, diverse varietà di riso, 25 di frutta secca, spezie, canditi e caramelle. E conserve, formaggi e salumi di nicchia e qualche idea particolare come i salami da passeggio, da gustare magari insieme a una slerfa di fugassa. Poi dolci, cioccolati, panettoni e colombe di mastri pasticceri, selezione di distillati, liquori, vini e spumanti. E molto altro ancora.

     

    Il divertimento sta proprio nel girare tra scaffali e sacchi e scoprire qualcosa di nuovo, selezionato per noi da Riccardo.
    Appassionatissimo del suo lavoro, trascorre il tempo libero girando l’Italia per scovare prodotti genuini e non venduti nella grande distribuzione, uniti tra loro da qualità e sapore, ovvero da quell’unicità che rende speciale l’agroalimentare italiano. Così, grazie a un giovane che ha creduto in una bottega storica, oggi possiamo trovare tutto questo comodamente qui, tra le vecchie mura di Chiavari.

     

     


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