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edizione cartacea
25 Maggio 2026 | in categoria/e edizione cartacea
La vera storia di Fortunato Solari detto "il noia": l'imprenditore generoso trasformato in un professore noioso
Ovvero, di come una diceria si trasforma in “storia locale”
Perfino nella scuola costruita grazie al suo lascito non sanno niente di lui e pure l’intitolazione è sbagliata
- di Michela De Rosa
Questo mese vi racconto una vicenda particolare e lo faccio in modo particolare, ovvero portandovi con me dietro le quinte, a scoprire come nascono e come si creano i nostri articoli. Qualche tempo fa, mi sono imbattuta in un post facebook che mi ha incuriosita. Si trattava della foto del sepolcro di Fortunato Solari detto “il noia”: nei commenti si spiegava che “era un professore talmente noioso da essere stato soprannominato così e che il suo busto è stato messo così in alto per non farci orinare gli studenti”.
Caspiterina che personaggio, ho pensato; possibile che non ne abbia mai sentito parlare? Così ho fatto una ricerca in rete dove non ho trovato nulla se non a Chiavari la “Scuola Elementare Fortunato Solari detto il Noia”.
E mi si è aperto un mondo di domande: una scuola intitolata a un professore noioso? Perché ricordare questa caratteristica a caratteri cubitali? E che idea dell’istruzione si possono fare i bambini che ogni giorno associano la scuola in cui entrano con un professore noioso? Davvero una cosa bizzarra, dovevo saperne di più! Così ho iniziato dalla fonte più logica: la scuola stessa.
Il primo passo è stato andare sul sito, dove avrei sicuramente trovato la storia della persona a cui è intitolata e che, a logica, l’ha costruita. E invece no. Niente. Zero. Neanche un accenno. Lo trovo alquanto strano, così telefono dicendo che vorrei scrivere un articolo sul benefattore a cui è intitolata la scuola, che mi è sembrato strano non trovare nulla sul sito e se possibile parlare con la direzione. Al che, mi rispondono che mi faranno chiamare da un professore “sicuramente informato”. In effetti mi richiama, ma pensava volessi informazioni sulla scuola e non sulla sua storia, della quale anche lui sa nulla.
Non so che effetto faccia a voi, ma a me pensare che una persona abbia donato una parte cospicua dei suoi averi per costruire una scuola elementare in modo da permettere ai bambini della sua città di andare a scuola invece che a lavorare e poi nessuno se ne ricordi o se ne interessi, mi ha sollevato un moto di tristezza.
Se qualcuno lasciasse un lascito a Corfole come sostegno alla stampa libera e indipendente che preserva la storia del territorio, il suo gesto verrebbe ricordato con onore. Mi spiace quindi che nel caso di Solari, quel poco per cui è ricordato abbia che fare con lo scherno. E più indago, più mi domando: davvero “noia” vuol dire noioso e il sepolcro è stato posizionato lassù per non farci orinare gli studenti vendicativi? Non c’è coerenza con i fatti e qualcosa mi dice che è tutto sbagliato. Non mi arrendo e contatto un’altra fonte che può aiutarmi a fare luce: la Società Economica di Chiavari, detentrice della storia della città, attraverso documenti, registri, libri, articoli e molto altro. Mi reco nella biblioteca, dove mi propongono di visionare i documenti relativi al lascito di Solari e di sentire Cesare Dotti che ringrazio per le informazioni e la passione storica.
Una parola travisata e una diceria si trasforma in “storia locale”
Nell’Ottocento la tecnologia più avanzata per l’irrigazione dei campi era “la noria”, una ruota dotata di secchi che sollevava l’acqua grazie al girare in tondo di muli, cavalli o asini legati ad essa. Uno dei primi a farne uso fu Giacomo Solari, ortolano di Bacezza e padrone dell’indispensabile asino: tale era il vantaggio di questo sistema che venne soprannominato “il noja”. Ed ecco chiarito il primo nodo di questa storia: la noia non c’entra nulla, così come non è mai esistito “il noioso professor Solari”.
Fortunato, figlio di Giacomo, era invece un abile imprenditore: partito giovanissimo “per le Americhe”, fece fortuna in Perù. Tornò nella sua Chiavari da uomo ricco e da benefattore, assicurandosi con precise disposizioni testamentarie di lasciare ai chiavaresi “le sudate ricchezze”. Niente era lasciato al caso, così, alla sua morte, il 24 maggio 1924, ogni Istituto e Società chiavarese beneficiò di almeno 1.000 lire, che all’epoca erano un piccolo tesoro. Ma Fortunato aveva a cuore soprattutto l’istruzione dei bambini, che finivano per lo più nei campi a lavorare: lasciò quindi ben 300.000 lire (!) alla Società Economica per la costruzione di una scuola elementare nel quartiere Scogli della Parrocchia di Bacezza, lungo o canto di morti, oggi via Prandina.
LA SCUOLA: LA SCRITTA SBAGLIATA E LE ONORANZE MANCATE
Arriviamo così a quell’intestazione tanto curiosa in cima allla facciata: “SCUOLE ELEMENTARI FORTUNATO SOLARI DETTO IL NOIA”. E' sbagliata, così come quella sotto l’altorilievo del volto del benefattore. In entrambi i casi è stata accorciata rispetto a quella originale, ovvero: “SCUOLE ELEMENTARI FORTUNATO SOLARI FU GIACOMO DETTO NOIA”, dove “fu Giacomo detto noia” fu il modo per unire il proprio nome a quello del padre e al soprannome di famiglia, ad affermare l’appartenenza alla stirpe degli ortolani degli Scogli.


La scuola, tra gli altri lasciti del Solari, ereditò, senza mai curarsene, anche il busto del padre Giacomo sito nel bel cimitero di Bacezza, distrutto alla fine degli anni Cinquanta per far posto a un progetto edilizio. La scuola omette anche le onoranze prescritte dal lascito, ovvero che all’anniversario della morte del benefattore le scolaresche godano di un giorno straordinario di vacanza per recarsi con verdi fronde primaverili al mausoleo nel cimitero comunale. Ad oggi, come sopra scritto, non esiste un ricordo di tutto questo, né sul sito né tra il personale. Speriamo che questo articolo sia utile a colmare tali mancanze.
Il mausoleo
E qui possiamo finalmente leggere l’esatta dicitura prescritta per la sua sepoltura: “1850–1924. Con gli amati congiunti qui riposa Fortunato Solari fu Giacomo detto Noja / ivi defunto il 24 maggio 1924 / che per memoria sua e dei suoi cari questo mausoleo / con parte delle sudate ricchezze / nel natio paese volle eretto / Pregate loro requiem”.
Ma a cogliere l’attenzione è l’originale struttura di travertino e marmo che costò ben 220.000 lire: alzando (di molto!) lo sguardo si può vedere il sarcofago (che pare sia vuoto) innalzato su due altissime colonne “tanto alte che chi volesse raggiungerlo (il sarcofago) dovrebbe servirsi di una lunga scala”.

E qui veniamo all’altra fake news, ovvero che “il noioso professore era talmente odiato dagli alunni, da temere che urinassero sulla sua tomba”. Come abbiamo chiarito non è mai esistito nessun professore noioso, né quindi suoi alunni vendicativi. Esistono e sono ancora veri i suoi lasciti, che continuano a portare ricchezza ai chiavaresi che lo avevano dimenticato e che forse ora si ricorderanno di lui nel modo più giusto.
Riposa in pace, Fortunato.
Altre immagini collegate alla notizia:
I commenti dei lettori
Patrizia:
Buongiorno. Io sapevo che il suo mausoleo fosse situato in alto per non farvi orinare sopra non gli studenti ma i parenti che avevano cercato di dissuaderlo in tutti i modi, con le buone prima e le cattive dopo, dal lasciare la sua eredità alla città e per la costruzione della scuola. Di fronte all’ennesima minaccia, quella che sarebbero andati a orinare sulla sua tomba, decise di farla costruire così perché le loro minacce non avessero seguito.
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