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edizione cartacea
20 Aprile 2026 | in categoria/e edizione cartacea
Condanna storica per i colossi dei social: risarcimenti milionari «per aver creato dipendenza nei minori»
Marzo 2026 segna una strada storica: ben due giurie hanno stabilito che l’esposizione a social e video danneggiano i giovani. Meta è stata condannata nello stesso giorno a due risarcimenti in due Stati diversi: in New Mexico condanna a pagare 375 milioni di dollari a diversi ragazzi per non aver informato in modo appropriato gli utenti sui pericoli dei social; in California, la società è stata giudicata colpevole insieme a Google per la dipendenza provocata nei giovani.
“Sui social fin dai 6 anni: mi ha procurato disagi psicologici”
In California una ragazza oggi ventenne ha raccontato in tribunale di essere stata fortemente coinvolta nell’uso dei social media fin da quando aveva solo sei anni, generando dipendenza e provocando gravi disagi psicologi. Dopo nove giorni di deliberazioni la Giuria della Corte superiore di Los Angeles è arrivata al verdetto: Meta (la società a capo di facebook, Instagram e WhatsApp) e Google (proprietaria di YouTube) sono state ritenute responsabili di “essere progettate per incoraggiare un consumo incontrollato da parte dei giovani, a scapito della loro salute mentale”.
Sono state considerate anche negligenti sulle misure riguardanti la sicurezza: secondo i giurati sono mancati degli avvertimenti riguardo ai rischi di scrolling infinito e freni ai consigli personalizzati che inducono dipendenza. I due colossi sono stati condannati a pagare 3 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni per il dolore e la sofferenza subiti e per altri oneri finanziari. Tra gli imputati anche i colossi proprietari di Snapchat e TikTok che però hanno preferito trovare un accordo extragiudiziale pur di sottrarsi al processo.
L’argomentazione utilizzata dall’accusa trae ispirazione da una strategia legale utilizzata nel secolo scorso contro le grandi aziende del tabacco: anche allora gli avvocati sostennero che le grandi multinazionali avessero creato prodotti che creavano dipendenza e danneggiavano i consumatori. E non è finita: la giuria sta ancora deliberando per decidere quale risarcimento punitivo le aziende debbano corrispondere per dolo o frode.


10.000 dollari per ogni giovane che li ha accusati
Un altro verdetto analogo è arrivato a poche ore di distanza dal New Mexico. In questo caso, la giuria ha deliberato che sempre Meta “ha anteposto il profitto alla sicurezza dei bambini e dei giovani, violando la legge sulle pratiche sleali”; inoltre, ha occultato i potenziali impatti sulla salute mentale. La casa madre a capo di facebook, Instagram e WhatsApp è ritenuta colpevole di aver gestito consapevolmente le proprie piattaforme senza adeguate misure di sicurezza, facilitando anche il contatto dei minori con i predatori sessuali. Secondo il procuratore generale, i dirigenti di Meta erano a conoscenza delle falle nella sicurezza, tuttavia, l’azienda non avrebbe preso delle contromisure, ignorando le segnalazioni degli stessi dipendenti e mentendo al pubblico su ciò che sapeva. Ciò comporterà una multa di 375 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni: circa 10.000 dollari per ogni teenager che ha partecipato all’azione legale. L’obiettivo della procura generale del New Mexico ora è imporre un cambiamento nelle app di Meta.
Se i due risarcimenti sono una goccia per aziende che generano miliardi di dollari, dall’altro lato rappresentano una decisione storica che convalida una nuova teoria giuridica secondo cui i social e le app possono causare danni alla persona.
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