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    12 Febbraio 2026 | in categoria/e edizione cartacea

    Sorpresa: il 46% dei giovani preferirebbe un mondo con meno connessione digitale e più connessione umana

    Sorpresa: il 46% dei giovani preferirebbe un mondo con meno connessione digitale e più connessione umana

    In Italia è boom di app per disintossicarsi e di locali in cui si entra senza smartphone

    In Danimarca la scuola inverte la rotta: tornano diari e quaderni

    Sono proprio i giovani, cresciuti con internet in tasca, a chiedere regole e limiti, per poter sperimentare una dimensione più reale, come quella vissuta dai genitori

    La generazione cresciuta sugli schermi di computer, tablet e cellulari, in realtà vorrebbe dire basta a Internet. Con un po’ di nostalgia verso quel “mondo antico” che sembrano tanto disprezzare. Un dato che fa riflettere, soprattutto considerando che si tratta dei primi nativi digitali della storia e di persone che sembra non possano vivere senza i loro apparecchi elettronici. Strumenti sempre più potenti e performanti, ma che si rivelano sempre più una gabbia fatta di schermi. “Come una droga, di cui non si riesce a fare a meno, un principio attivo dannoso per la salute mentale”: il 68% degli intervistati definisce così il tempo speso on line.
    Il dato viene da una ricerca svolta dal British Standards Institution tra ragazzi e ragazze dai 16 ai 21 anni. Nel sondaggio si trova la consapevolezza di aver perso il controllo: il 70% degli intervistati rivela di sentirsi peggio, anche nei confronti di sé stessi, dopo essere stati sui social, il 50% arriva ad auspicare un «coprifuoco» imposto dall’alto dopo le 10 di sera. Dall’altro, la certezza di non essere in grado di uscirne da soli. Al punto da immaginare di poter essere giovani in un mondo senza Internet. 
    Le ragazze sono decisamente più scettiche: se il 40% dei ragazzi cancellerebbe volentieri Internet dalla propria vita, la percentuale sale al 52% tra le ragazze, che si scontrano più spesso con il lato peggiore del web, dal cyberbullismo alla pressione per apparire sempre perfette.

    Vorrebbero più protezione

    Solo il 40% si sente sicuro nel riconoscere un profilo finto, appena il 38% capisce come vengono usati i suoi dati personali e solo il 40% sa come funzionano gli algoritmi che decidono cosa vedere. Ma forse il dato più significativo riguarda il bisogno di aiuto. Il 48% vorrebbe essere seguito meglio per proteggersi online. 



    In Italia è boom di app per disintossicarsi

    Secondo un report che ha intervistato circa mille famiglie italiane, il 42% oggi cerca la disintossicazione digitale. Il cambio di rotta è evidente tra i ragazzi della Generazione Z, i nati tra il 1997 e il 2012, che usano app per il “digital detox”. Come funzionano? Nel momento in cui l’utente accede al proprio profilo social, il software pone una semplice domanda: «Sei sicuro di voler andare avanti?». Con questa semplice presa di consapevolezza c’è chi è passato da quattro ore a una al giorno, recuperando tre ore di vita vera. 

     

     


    I Club dove si entra senza smartphone

    Ma se limito le chat e la connessione online, come trovo gli amici, come mi relaziono? 
    E così, molti giovani sono alla ricerca di nuove strade per intessere relazioni. Ci sono per esempio gli Offline Club, un progetto diffuso in varie città europee, che organizza incontri aperti a tutti. Unica regola: lasciare il cellulare all’ingresso. Niente internet ma giochi da tavolo, librerie e aree dedicate alla conversazione. Per la prima ora si sta in silenzio con la musica in sottofondo per imparare di nuovo a non essere disturbati da notifiche e a non lasciarsi rapire da post o video inutili. Un tempo prezioso per se stessi, da impiegare a leggere, riflettere o meditare. E una volta riconnessi con se stessi, ci si può dedicare pienamente alla fase di socializzazione. 
    I risultati? Entusiasmanti: Negli anni, si sono creati rapporti stabili e duraturi. Esattamente come accadeva ai loro nonni e genitori. Insomma, non serve demonizzare il nuovo, così come forse non era giusto ridicolizzare il vecchio. L’equilibrio è usare bene le tecnologie, senza farsi usare. E poter decidere quando stare disconnessi dalla rete per connettersi al mondo e alle le relazioni.

    Dietrofront: a scuola meglio la carta

    Dopo circa 10 anni di scuola digitale, nelle classi danesi tornano libri, quaderni, penne, matite e gomme. Computer, tablet e smartphone? Solo sotto la guida dei docenti e per obiettivi didattici precisi. Lo ha divulgato l’Osservatorio Nazionale Adolescenza che fa sapere che la decisione nasce da un lungo periodo di osservazione: sempre più studenti mostravano distrazione, difficoltà relazionali e isolamento, fino alla “solitudine di gruppo”, ovvero essere insieme, ma ognuno chiuso sul proprio schermo. Il Paese ha anche annunciato il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni.

     


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