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edizione cartacea
12 Febbraio 2026 | in categoria/e edizione cartacea
In vacanza nella chiesa più alta (e più originale) della Liguria
La sua architettura, gli interni e le vetrate sono pensate come a un inno al Creato, con tanto di sorprendente e commovente soluzione sul tetto
Dall’estate prossima Barbagelata potrà ospitare gruppi di giovani e adulti nella nuova casa parrocchiale, acquistata con il contributo dei fondi dell’8×1000 e con l’impegno di tutto il vicariato della Fontanabuona. L’ospitalità potrà arrivare sino a 70 posti letto con l’obiettivo di offrire possibilità di soggiorno per tutto l’anno a Barbagelata di Lorsica dove, con i suoi 1115 metri di altitudine, c’è la chiesa più alta (e più particolare) della Liguria. La Parrocchia di S. Giuseppe e N.S. Regina del Creato rispecchia perfettamente il suo nome, non solo perché immersa nello splendido paesaggio dell’Appennino, ma anche perché pensata proprio per essere un concentrato di elementi naturali e un nido per gli umani e per gli animali.
Abbiamo sentito don Rinaldo Rocca, amministratore parrocchiale, e ci ha raccontato di come le richieste per soggiornare in questo luogo di pace e bellezza siano decisamente in aumento. Non solo d’estate, con le passeggiate tra boschi e vette, il profumo di piante e fiori e le sere sotto le stelle, ma anche d’inverno, quando il cielo sembra di cristallo e la neve invita a raccogliersi in contemplazione, magari intorno al fuoco. A sostegno di quest’iniziativa di accoglienza, che resterà come segno permanente dell’Anno del Giubileo, si è costituita l’associazione “Barbagelata viva e ospitale”.
La chiesa pensata come inno al Creato
La Chiesa di N.S. Del Creato è strettamente legata alla figura di Don Agostino Dellepiane, sacerdote che ha seguito la parrocchia di Barbagelata fino alla sua morte, nel 1989. La sua costruzione risale al 1967, anno di inizio dei lavori su progetto degli architetti Gaviglio e Lacca. Il progetto è ricco di significati, a partire dalla posizione a 1125 metri di , in corrispondenza di un passo montano, luogo di incontro di sentieri dell’Appennino.

Se la particolare forma a tenda vuole ricordare la condizione degli uomini, pellegrini sulla terra, tutto il resto è appunto un inno al Creato: la posizione immersa nella natura, la vetrata dietro l’altare che amplia lo sguardo sulle montagne, il pavimento in ardesia e le pareti e il soffitto in legno. Niente opulenza, qui regna la semplicità; l’altare è costituito da grossi tronchi d’albero squadrati e la croce di tre metri che pende dal soffitto, è stata realizzata con vecchie travi recuperate da un fienile demolito. Un ruolo fondamentale è assegnato alla luce che in genere soffusa, irrompe negli interni attraverso vetrate e lucernari e ci guida all’interno dello spazio e di noi stessi, contribuendo al cammino spirituale. L’area del fonte battesimale e il corridoio di ingresso sono ornati da vetrate policrome, opera di padre Costantino, e che contribuiscono con i loro colori a creare un’atmosfera sospesa tra Terra e Cielo. Ma è fuori che c’è il particolare più poetico e che rappresenta questa unione con il Creato: la facciata principale è infatti costellata da piccole buche pensate come nidi e ripari per uccelli.
- Don Rinaldo 348 777 8134
- Silvia 329 734 3252
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