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edizione cartacea
06 Settembre 2025 | in categoria/e edizione cartacea
#ZENEIZE- öna, roe, àrboa, fò, erxo e sarxzo: quanti alberi riuscite a riconoscere?
Forse solo pochi sanno che Multedo è una ingenua trascrizione della parola genovese Mortiòu. In effetti mortiòu deriva da mortin, mirto, e quindi significa mirteto, un boschetto di mirti. Si osservi che spesso mortin denota impropriamente il bosso, in genovese buscio, quella pianta adattissima per ottenere siepi di varia foggia. È certamente più noto che frascio denota il frassino, che roe, o rovee, è la quercia o rovere, fò il faggio e öna l’ontano.
Ma come si traduce pioppo? Bene, in genovese si dice àrboa. La parola erxo denota il leccio o elce, mentre l’anacardo o anacardio, albero originario dell’Asia meridionale i cui frutti oggi possiamo acquistare nei supermercati, è detto, con un francesismo, acaxù. La parola sarxo o saxo denota il salice; poiché la bacchetta dei rabdomanti può essere fatta di salice, ecco la parola sarxan a denotare proprio il rabdomante. Zenestra è la ginestra e galletti sono i suoi fiori gialli. Il ginepro si dice zeneivio e la felce è detta frexa, parola che indica anche la feccia che il vino fa nelle botti.
Allê zeneixi, parlemmola de longo
sta nòstra bella lengoa zeneize!
#zenéize a cura del prof. Bampi Franco
www.francobampi.it - zena@francobampi.it
I commenti dei lettori
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di Giansandro Rosasco
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