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    edizione cartacea, storia locale

    05 Ottobre 2017 | in categoria/e edizione cartacea storia locale

    RITORNO A SCUOLA: com'era negli anni ‘40 e ‘60 -

    RITORNO A SCUOLA: com'era negli anni ‘40 e ‘60 -

    Testimonianza di Carlo Pasquali, da Moconesi

    Questo mese la testimonianza per il “Memorial Ghilarducci” ci arriva da un lettore che ha voluto ricordare come si stava a scuola in un’epoca che sembra remota e che invece risale solo a qualche decennio fa.
    Nel centro storico di Ferrada di Moconesi dove la strada prende a discendere verso la piana del Lavagna, e dove inizia l’antica mulattiera che saliva a Moconesi Alto, esisteva a quei tempi un vetusto edificio in pietra a vista, con piccole finestre, con una piazzetta antistante in lastre grezze di ardesia, dove si giocava alle biglie. Allora ospitava la scuola elementare al primo piano ed al piano superiore c’era il Municipio. Aveva una ripida e buia scala, le aule avevano pavimenti e soffitti in assi di legno che lasciavano filtrare la polvere dai piani superiori. Dalle piccole finestre colava poca luce ed i vecchi banchi di legno erano posti vicino ad esse proprio per vederci meglio dato che la triste e solitaria lampadina appesa al centro dell’aula, poco riusciva ad illuminare. Nella mia classe c’era una grande carta d’Italia che mostrava in molti punti la trama di tela, era unta sino a due metri da terra dal contatto di innumerevoli piccole mani che da decenni la esploravano, e costellata fittamente dalle piccole tonde cacche delle tante mosche che provenivano dalle stalle che allora c’erano in paese, tanto che si confondevano coi simboli dei mille paesi in essa rappresentati. La piccola stufa di ghisa era l’unico accessorio di comfort ed era alimentata col contributo degli scolari: infatti si andava a scuola con la cartella in una mano ed un fastello di legna nell’altra. Tuttavia il triste e cadente aspetto dello stabile era mitigato dalla presenza di quell’infanzia che in ogni epoca porta sempre gioia e vivacità. Oggi non esiste più e al suo posto c’é un moderno palazzetto.

    Indietro nel tempo per finta
    E’ tornato per la seconda stagione il reality show di RAI2 “Il collegio”, nel quale diciotto studenti tra i 13 e i 17 annisi ritrovano in un collegio anni sessanta, per conseguire il diploma di licenza media dell’epoca.

    Un vero e proprio esperimento sociale durante il quale i ragazzi verranno catapultati nel passato, in un’era pretecnologica: oltre ad indossare le uniformi (giacca blu, cravatta, pantaloni corti, calzini bianchi lunghi fino al ginocchio per i ragazzi; giacca blu, fiocchetto rosa, gonna fino al ginocchio e calzini corti bianchi per le ragazze) devono seguire le dure regole della struttura, senza smartphone, tablet, prodotti di bellezza ed ogni tipo di agio. Inoltre, taglio di capelli e stile adeguato, niente piercing, trucchi e oggetti personali. I ragazzi e le ragazze divisi in dormitori distinti devono seguire a tempo pieno le materie: italiano, latino, storia, geografia, matematica, scienze naturali, francese, educazione fisica, musica e canto corale, ballo, economia domestica per le ragazze e applicazioni tecniche per i ragazzi. Questa volta il ciclo sarà ambientanto nel 1961, anno significativo sia per la storia del paese essendo il centesimo anniversario dell’Unità d’Italia, che per l’istruzione scolastica, poiché alla vigilia della più importante riforma della scuola, del 1962. Il giudizio finale terrà conto dell’esame, dei voti durante il corso e della condotta.

    Con il Memorial dedicato a Eugenio Ghilarducci, nostro collaboratore e storico, portiamo avanti il suo lavoro per far sì che la storia locale non vada persa

    Se siete cresciuti coi racconti di guerra dei nonni o li avete vissuti di persona, se siete a conoscenza di fatti, storie curiose o della tradizione ma anche recenti, scrivete a redazione@corfole.com oppure contattateci allo 0185.938009. Per voi un libro di Ghilarducci. La scrittura non è il vostro forte? Vi manderemo un giornalista. 

    Tratto da CORFOLE! del 10/2017, con 25.000 copie gratuite: la testata più diffusa del Levante © Riproduzione vietata


     


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