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    attualità

    01 Dicembre 2008 | in categoria/e attualita

    Camogli e l'ex scalo ferroviario: un'opera imponente che divide sulla destinazione edilizia

    Il progetto prevede un auditorium, vari servizi, una zona commerciale, nuove residenze, molti box e due autorimesse: c'è chi si interroga sull'utilità di tutto questo
    Camogli e l'ex scalo ferroviario: un'opera imponente che divide sulla destinazione edilizia

    In una Liguria in cui società civile e rappresentanti politici si interrogano a livello regionale sull’ineluttabilità di ulteriori colate di cemento e dopo che il libro "Il Partito del cemento" di Marco Preve e Ferruccio Sansa che ha destato molta attenzione intorno ai temi della speculazione edilizia, raccontando le tante facce della nostra regione, una vicenda come quella dell’ex scalo ferroviario di Camogli rappresenta emblematicamente una situazione comune che merita senza dubbio approfondite riflessioni.
    L’attuale amministrazione ha dato corso, attraverso uno strumento urbanistico come il piano particolareggiato, al progetto di un’importante opera di riqualificazione dell’area. Nella zona prospiciente al Teatro comunale, fino ad oggi destinata a posteggio e a giardino per i bambini, si prevede la costruzione di un edificio polivalente con funzioni di interesse comune in aggiunta a due palazzine di quattro piani a destinazione commerciale e residenziale.
    Sotto le tre costruzioni saranno posizionate due autorimesse interrate di quattro piani per un totale di 231 posti auto a rotazione e 166 box. All’unisono i rappresentanti dei partiti all’opposizione hanno richiesto lo scorso novembre un consiglio comunale specifico per discutere il futuro dell’area e chiarire le perplessità che un imponente progetto da 24 milioni di euro non possono non sollevare.
    Tina Leali Rizzi del gruppo Buongiorno Camogli esprime le sue riserve: ”A mio parere si dovrebbe rivedere l’intero progetto e partire dalle reali necessità della cittadina. Per quel che riguarda la parte pubblica l’auditorium previsto è inutile, visto che Camogli dispone di un Teatro in via di riapertura, la palestra è pensata troppo grande e comunque potrebbero essere utilizzati altri spazi per la sua collocazione, penso alla zona Alega, stesso discorso per una biblioteca che è stata sopradimensionata nel progetto. Per concludere con le obiezioni relative alle specificità del progetto, l’orto botanico mediterraneo sarebbe difficilmente fruibile, essendo pensato all’ultimo piano e, alla luce dell’attuale condizione in cui versa il verde pubblico, spesso trascurato, anche difficilmente gestibile. E poi si sacrifica uno dei pochi punti di aggregazione rimasti per i bambini.Per la parte privata - prosegue - osservo che Camogli non ha più bisogno di seconde case chiuse per quasi tutto l’anno, ma di case abitate, possibilmente da coppie giovani, magari con affitti agevolati, non possiamo permetterci di lasciar costruire solo per fini speculativi. Lo scorso consiglio comunale la maggioranza ha votato anche il cambiamento della destinazione d’uso dell’ex edificio scolastico Clotilde Olivari, venduto ad un privato: ma visto che le suore hanno interrotto l’attività nel 2000 perché il Comune non si è mosso per acquistare l’area e destinarla ad affitto sostenibile? Il rischio - conclude - è che queste costruzioni e il tipo di residenza prevista non diano nessun contributo al paese perché non fanno parte del tessuto camogliese. Come ad esempio nella zona delle Giannelline dove nonostante i 30 nuovi appartamenti l’unico esercizio commerciale della zona ha dovuto chiudere.”
    L’Assessore ai Lavori pubblici Gabriele Mercurio, incalzato a riguardo esprime la posizione dell’amministrazione: ”Per quel che riguarda la possibilità di residenze agevolate, al momento attuale il piano particolareggiato prevede per le due palazzine una destinazione d’uso residenziale. A fine operazione la società costituita si scinderà nuovamente in una pubblica ed in una privata: a quel momento si valuterà il margine economico di manovra rispetto al ricavo e si darà corso all’eventuale possibilità di destinare gli appartamenti a canoni agevolati. Il piano particolareggiato poi è uno strumento urbanistico generale che da’ delle garanzie nei termini dei volumi complessivi edificabili, fornisce una definizione di quelli che saranno i volumi e le superfici da costruire, al di fuori di questo ci sono i margini per adeguare il progetto vero e proprio alle esigenze della città.”
    In una comunissima cittadina di riviera convergono i temi dibattuti a livello regionale, da una parte chi sceglie di costruire e riqualificare, dall’altra chi riflette sull’impatto sociale di queste opere.
    Fabrizio Dentini


     


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